
“Il clan Capriati è radicato nel Borgo Antico della città e per tramite dei suoi referenti/reggenti è fortemente ramificato anche nei quartieri di Fesca e San Cataldo, nonché in molti comuni della città metropolitana e alcuni della provincia BAT, a seguito di una “politica espansionistica” seguita negli ultimi anni dai suoi capi. È dedito prioritariamente al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e al gioco d’azzardo” . E’ quanto si legge nella Relazione sulle risultanze della missione svolta dalla commissione in Puglia il 26 e 27 marzo 2026 approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere.
“Il clan Strisciuglio (o clan della luna) è al momento tra i più attivi e conta su un numero elevato di affiliati nell’ambito della criminalità organizzata barese, con i suoi capi storici saldamente al comando nonostante da anni reclusi in carcere. Per il tramite di suoi fedelissimi, il clan è di fatto egemone in molti quartieri e zone della città e del suo hinterland, segnatamente nel Borgo Antico, San Girolamo (in questi quartieri in contrasto con il clan Capriati), Carbonara, Carbonara 2, Ceglie del Campo, Libertà, Stanic, San Paolo, Palese, Santo Spirito-Catino-San Pio ed inoltre, per tramite del gruppo Campanale, con influenza sui quartieri Fesca e San Cataldo. Il grado di autonomia tra i vari gruppi è frutto anche di frequenti tensioni interne. Gli interessi criminali del clan sono molteplici e partono dal traffico e spaccio di droga, per estendersi alle estorsioni, all’usura, al riciclaggio, al settore della raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di metalli e altro genere di rifiuti ed al controllo della distribuzione delle apparecchiature da gioco ”, aggiunge.
“La criminalità organizzata della provincia BAT si è rapidamente evoluta verso modelli criminali più raffinati evidenziando una spiccata vocazione all’attività imprenditoriale ai fini del reinvestimento anche grazie alla capacità di infiltrarsi nell’economia legale, mediante importanti investimenti e condizionando, anche con l’uso della forza, gli apparati pubblici locali. Le consorterie della BAT sono storicamente dedite all’usura e alle estorsioni, alla contraffazione, al contrabbando, allo spaccio e traffico di stupefacenti ed estendono le loro attività ai reati predatori (furti di autovetture, che continuano ad affliggere pesantemente la provincia, furti in abitazione, rapine ai commercianti e alle sale gioco; furti agli ATM perpetrati prevalentemente con l’uso di esplosivi.) Notevole è l’incidenza dei reati predatori nel settore agricolo, che rappresenta il principale ambito economico dell’entroterra. A tal riguardo, oltre ai numerosi furti di prodotti ortofrutticoli e di mezzi agricoli - molti dei quali non denunciati - si registrano numerosi danneggiamenti e incendi di colture a scopo intimidatorio, verosimilmente per fini estorsivi e connessi a forme di “servizi di protezione”, ma anche finalizzati all’acquisizione o gestione delle aziende del settore, in ragione delle possibilità di riciclaggio e per l’ottenimento di finanziamenti pubblici”, continua.
“Con riferimento alle misure interdittive si segnala quanto riportato a pagina 29 della relazione del Prefetto: “ nell’anno 2023 sono state adottate n. 5 interdittive, tre delle quali a carico di imprese e/o società operative nel settore del mercato ittico nella zona di Gallipoli tutte riconducibili al medesimo nucleo gestionale (riferibile ad un soggetto pluripregiudicato, ben inserito nelle organizzazioni mafiose locali) e le altre due attive rispettivamente nel commercio e nella costruzione edile; nello stesso anno sono stati altresì emessi n. 3 provvedimenti di prevenzione collaborativa ai sensi dell’art. 94-bis del d.lgs. n. 159/2011 nei confronti di due società operanti nel settore del gioco e delle scommesse ed una società immobiliare; - nell’anno 2024 sono state emesse n. 8 interdittive antimafia, delle quali quattro a carico di imprese operanti nel settore dei servizi e dei lavori di scavo e movimento terra e nel settore edile in generale (una delle dette società è stata poi ammessa alla misura del controllo giudiziario), una misura di rinnovo di un’interdittiva già emessa nei confronti di un’impresa che gestisce un’attività di ristorazione e tre interdittive a carico di tre società operative in diversi settori tra cui l’armamento ferroviario e riconducibili al medesimo nucleo gestionale di altra società-madre controllante, già sottoposta alle misure del controllo giudiziario, prima, e dell’amministrazione giudiziaria, poi; nello stesso anno sono stati altresì emessi n. 5 provvedimenti di prevenzione collaborativa ai sensi dell’art. 94-bis del d.lgs. n. 159/2011 nei confronti di società tutte riconducibili al medesimo nucleo familiare e tutte operanti nel settore turistico-alberghiero; - nell’anno 2025 sono state emesse n. 9 interdittive antimafia, delle quali quattro a carico di imprese operanti nel settore del gioco e delle scommesse , tre riconducibili ad uno stesso imprenditore coinvolto in una complessa operazione di p.g. denominata Stealth con l’accusa di partecipazione ad associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed un’ultima società attiva nel settore del commercio del caffè e gestita dal fratello del capo clan Politi”, prosegue.
“L’usura è un fenomeno delittuoso che continua a non essere denunciato. Purtuttavia, dalle attività investigative continuano a emergere chiarissimi segnali di una pericolosa e perdurante presenza di questo fenomeno, condotto con modalità tipicamente mafiose e riconducibili proprio a talune di queste organizzazioni presenti sul territorio barese. Certamente negli ultimi anni abbiamo assistito anche a un reimpiego massiccio dei proventi lucrogenetici delle attività, soprattutto del traffico di sostanze stupefacenti, oltre che rinvenienti dall’usura, dal gioco d’azzardo , soprattutto quello illegale, su piattaforme illegali, e dalle estorsioni, attraverso forme sempre più performanti di riciclaggio e di interposizione fittizia dei beni”, prosegue.
“I clan della camorra barese sono anche attivi nell’ambito dei reati predatori, soprattutto nelle estorsioni e nell’usura, ma sono anche storicamente dediti al contrabbando ed alle scommesse illecite, ed inoltre si dimostrano capaci di insinuarsi nel tessuto economico sano, con particolare riguardo ai settori dell’edilizia, del ciclo dei rifiuti, del trasporto delle merci su strada e delle attività connesse alle lotterie e alle scommesse on line ”, aggiunge.
“Il 26 febbraio 2024, la Polizia di Stato, nell’ambito dell’operazione “Codice interno”, ha eseguito 137 misure cautelari, emesse nell’ambito di due distinti procedimenti penali, i cui indagati sono stati ritenuti responsabili di associazione mafiosa, scambio elettorale politicomafioso, turbata libertà degli incanti e frode in competizioni sportive. Le indagini hanno consentito di documentare l’operatività, almeno dall’anno 2016, del clan Parisipalermiti ed hanno permesso di disvelare molteplici aspetti dell’operato criminale del sodalizio in questione, oltre a documentarne l’operatività nei territori controllati e a tracciare nel dettaglio il suo organigramma. Le indagini hanno fatto luce su molteplici dinamiche, sia di tipo più spiccatamente delinquenziale, ma soprattutto sul modus operandi adottato per intaccare e permeare il tessuto economico e le istituzioni locali. Più nel dettaglio sono stati messi in evidenza: l’ascesa delle nuove generazioni, sempre più avvezzi a sistemi delinquenziali articolati quali le intestazioni fittizie ed il riciclaggio mediante la gestione di centri scommesse; la grande solidità interna del clan; l’infiltrazione nell’economia legale attraverso il condizionamento di numerose aziende cittadine, tra cui spicca una municipalizzata del Comune di Bari, della quale sarebbero state condizionate le scelte societarie anche imponendo assunzioni di sodali del clan o di loro parenti. In merito a quest’ultimo aspetto il clan Parisi-Palermiti avrebbe dimostrato di riuscire, grazie alla compiacenza di pubblici amministratori, ad infiltrarsi nei gangli dell’amministrazione comunale con la compartecipazione di esponenti del rivale clan Strisciuglio”, continua.
Il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Col Pasquale Russo ha sottolineato che: “Altri reati cui sono dedite le organizzazioni criminali di quest’area metropolitana sono le scommesse clandestine , anche nella forma evoluta delle piattaforme on line”. Relazione sulla ‘ndrangheta nell’Italia settentrionale. Geografia del radicamento e nuove modalità operative “La criminalità organizzata non opera più necessariamente attraverso l’uso sistematico della violenza per conquistare segmenti di mercato, ma tende a occupare stabilmente settori economici. I comparti indicati in audizione sono molteplici: edilizia, grande distribuzione commerciale, gestione e smaltimento dei rifiuti, energie rinnovabili, scommesse, logistica, trasporti, attività manifatturiere e servizi. La pericolosità del fenomeno risiede, dunque, non soltanto nella permanenza della capacità intimidatrice, ma nella sua traduzione in strumenti economici, fiscali e societari idonei a incidere sulla concorrenza e sulla regolarità del mercato”, si legge nella Relazione sulla ‘ndrangheta nell’Italia settentrionale.
“Il processo Aemilia costituisce lo snodo giudiziario e conoscitivo che consente di leggere unitariamente le due prospettive. Per il procuratore Amato, esso consolida il riconoscimento della mafia delocalizzata e apre una stagione di procedimenti collegati, orientati ad approfondire le articolazioni della cosca Grande Aracri e delle propaggini cutresi lungo la dorsale emiliana. Per il procuratore Paci, Aemilia rappresenta il momento in cui viene resa visibile la trasformazione dell’organizzazione da soggetto criminale prevalentemente militare a soggetto economico, capace di operare nei territori ricchi non mediante la sola imposizione violenta, ma attraverso strumenti societari, fiscali e finanziari. Ne emerge una lettura della ‘ndrangheta in Emilia-Romagna come criminalità economicamente evoluta, capace di mimetizzarsi nel tessuto produttivo e di operare in settori ad alta capacità finanziaria: edilizia, trasporti, movimento terra, logistica, grande distribuzione, rifiuti, energie rinnovabili, scommesse, attività turistico-alberghiere, ristorazione e investimenti immobiliari o commerciali. Il tratto qualificante non è l’assenza di intimidazione, ma le diverse forme in cui essa si manifesta. L’assoggettamento può derivare, infatti, anche solo dalla reputazione criminale, dalla forza relazionale, dalla propensione a offrire servizi illeciti economicamente convenienti, dalla disponibilità di liquidità e dalla possibilità di alterare le regole della concorrenza”, conclude. cdn/AGIMEG
Fonte: Agimeg.it
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