Sarà di nuovo Inter-Napoli per lo scudetto?
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La domanda viene quasi da sola ed è quasi un qualcosa di inevitabile, ma la risposta non è affatto scontata. Perché la Serie A che sta per cominciare sembra avere ancora due nomi in cima alla lista, Inter e Napoli . Intorno però qualcosa è cambiato, a partire dalla panchina degli azzurri e della fisionomia dei meneghini. Ma non vanno certo dimenticate le ambizioni di chi insegue.
I nerazzurri partono sicuramente davanti, non perché abbiano già dimostrato di essere la squadra migliore, ma perché è quella che, oggi, offre più garanzie. D’altronde si sta parlando dei campioni d’Italia, di una squadra che ha una struttura consolidata e che ha imparato negli ultimi anni a vivere dentro le stagioni lunghe, complicate e combattute. Insomma, quelle in cui lo scudetto non si vince con una partita perfetta, ma con la capacità di sbagliare meno degli altri. Chivu riparte proprio da lì, dal lavoro fatto e da una rosa che conosce bene i propri meccanismi. Ma essere la favorita è anche una responsabilità. E l’Inter deve dimostrare di saper vincere un campionato diverso da quello precedente. Non c’è soltanto da difendere un titolo, ma anche da gestire il ricambio, le aspettative e una concorrenza che non ha intenzione di aspettare. Poi c’è il Napoli. Ed è qui che il discorso diventa e si fa interessante. Gli azzurri hanno scelto Massimiliano Allegri , cioè uno degli allenatori che più di tutti conosce e sa cosa significa lottare per il vertice. Ed è per questo che questa scelta racconta molto più di un semplice cambio in panchina: i partenopei vogliono tornare a essere una squadra capace di stare dentro la partita del titolo fino alla fine. Il compito del buon Max è soprattutto quello di creare un gruppo capace di mettere pressione ai nerazzurri per nove mesi.
Insomma , il duello, più che tecnico, potrebbe essere soprattutto mentale . Perché il Napoli deve soprattutto dimostrare di essere davvero pronto a tornare quello che era quando vinse lo scudetto, mentre l’Inter non può essere diventata prigioniera del proprio ruolo di favorita. Il calendario, quasi per scherzo, ha deciso di mettere subito le due davanti allo specchio, con il big match previsto per il 5 settembre, alla terza giornata. Troppo presto per parlare di partita decisiva, abbastanza presto per capire molte cose. Se gli azzurri dovessero mettere in mostra aggressività e si esser già dentro il progetto Allegri, vorrebbe dire che il distacco dell’anno scorso non conta più. Dal canto loro, se i nerazzurri dovessero convincere, vorrebbe dire invece che la gerarchia sarebbe ancora quella. E una partita equilibrata, combattuta, magari decisa da un episodio, potrebbe essere il primo segnale di una stagione destinata a giocarsi sul filo.
Alle loro spalle, però, sarebbe un errore guardare soltanto in due direzioni. La Juventus ha cambiato ancora pelle e prova a ritrovare quella dimensione da grande squadra che negli ultimi anni è sembrata smarrita. Il Milan riparte da un progetto tecnico nuovo e, proprio per questo, rappresenta una delle variabili più difficili da leggere. E poi c’è la Roma di Gasperini, che potrebbe essere una delle squadre più fastidiose per le grandi, oltre al Como , che ormai non può più essere considerato soltanto una bella storia. Inter e Napoli però sembrerebbero partire davanti a tutte le altre. Non necessariamente perché siano le due squadre più forti in assoluto, ma perché sono quelle che sembrano avere il rapporto migliore tra qualità, esperienza e ambizione. Il resto lo dirà il campo.
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