Samuel Kuffour, dal tetto del mondo alla delusione capitolina
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Ci sono giocatori che arrivano in una piazza con attorno una sorta di aura da invincibili. Calciatori che non hanno bisogno di presentazioni, perché parlano i trofei per loro. Nell’estate del 2005, la Roma credeva di aver messo le mani su uno di questi profili: Samuel Kuffour. Ma nel calcio, si sa, a volte, le cose non vanno come ci si aspetterebbe.
Dall’Olimpo della Baviera alla delusione capitolina Per capire la portata del flop in giallorosso, può servire riavvolgere il nastro e guardare cosa fosse il nativo di Kumasi prima di sbarcare nella Capitale. Per oltre un decennio, il difensore ghanese è stato infatti una colonna portante del Bayern Monaco . In Germania ha vinto letteralmente tutto: 6 scudetti, 5 Coppe di Lega, 4 Coppe di Germania e, soprattutto, la Champions League del 2001, cancellando il trauma della finale persa nel 1999 contro il Manchester United, quando le sue lacrime disperate, a terra, hanno fatto il giro del mondo. Nello stesso anno, ha poi toccato l’apice, decidendo la finale di Coppa Intercontinentale contro il Boca Juniors con un gol nei tempi supplementari , venendo anche eletto MVP del match. Difensore moderno, rapido, d’impatto fisico devastante, di personalità e carattere, in quanto abituato ai palcoscenici più prestigiosi d’Europa: questo era il suo identikit quando la Roma, nel 2005, l’ha tesserato a parametro zero, con i tifosi che avevano inevitabilmente l’acquolina in bocca.
L’impatto con il nostro campionato e il nostro inizialmente è stato tutto sommato positivo. Ma, in realtà, è stata solo una vana illusione. Kuffour, nei suoi primi mesi giallorossi, non è riuscito mai ad ambientarsi del tutto e a mostrare le qualità fatte vedere in Germania. Il resto l’ha fatto il calendario e, in un certo senso, l’ironia della sorte. Infatti, a gennaio 2006, il Ghana l’ha convocato per la Coppa d’Africa , con il club capitolino che ha provato a trattenerlo, visto il periodo di emergenza. Ed è là che ci sono stati i primi accenni di una rottura e che la storia ha iniziato a prendere una piega diversa. Mentre Samuel era in Africa, Spalletti ha lanciato la coppia centrale Mexès-Chivu , con i due che, fin da subito, si sono integrati alla perfezione. Ed ecco che il difensore ex Bayern, al suo ritorno, si è ritrovato indietro nelle gerarchie. Il declassamento è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con il rapporto con il tecnico toscano che è degenerato in fretta, tra frecciate e sostituzioni polemiche. Ed ecco che il buon Samuel è diventato una sorta di vero e proprio separato in casa.
Il post Roma e il presente La stagione successiva la Roma l’ha mandato in prestito al Livorno , prima di un’esperienza quasi invisibile all’ Ajax e del ritorno in patria per chiudere la carriera nel 2009 con l’ Asante Kotoko . Insomma, un finale veramente triste per chi aveva toccato l’apice e vinto tutto. Oggi, lontano dai riflettori del grande calcio europeo, Samuel Kuffour lavora come opinionista televisivo per l’emittente africana SuperSport. In passato ha ricoperto anche ruoli dirigenziali e ha partecipato a molteplici eventi calcistici nel suo Paese. La sua vita per lui scorre serena a, ma nei corridoi di Trigoria il suo nome rimarrà per sempre legato a quel mistero calcistico di un campione d’Europa sbiadito troppo in fretta sotto il sole di Roma.
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