
La società aveva chiesto di apporre un vincolo culturale su un edificio vicino, sede di un istituto di formazione, per superare il problema delle distanze minime. Il TAR ha ritenuto che il vincolo non avrebbe impedito l'attività didattica e quindi l'edificio sarebbe rimasto un luogo sensibile. La sentenza ribadisce la tutela dei soggetti vulnerabili alla ludopatia. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile e infondato.
Fonte: Agimeg.it
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