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Rensch, l’enigma olandese che la Roma sta ancora aspettando

Rensch, l’enigma olandese che la Roma sta ancora aspettando SportCafe24.com Grandi promesse, DNA Ajax e quel fascino internazionale che, al momento del suo sbarco a Trigoria nel gennaio 2025, aveva fatto gridare al colpo da Champions. A distanza di un po’ di tempo,…

(22 set 2026)

Rensch, l’enigma olandese che la Roma sta ancora aspettando

SportCafe24.com

Grandi promesse, DNA Ajax e quel fascino internazionale che, al momento del suo sbarco a Trigoria nel gennaio 2025, aveva fatto gridare al colpo da Champions. A distanza di un po’ di tempo, però, l’avventura di Devyne Rensch alla Roma assomiglia sempre di più a un pesante vorrei ma non posso. Infatti il terzino olandese sta incarnando uno dei misteri tattici e fisici più fitti dell’ultimo biennio giallorosso. Indubbie qualità che però, né l’esperienza di Claudio Ranieri prima, né il laboratorio tattico di Gian Piero Gasperini poi, sono riusciti a sfruttare al meglio.

Da Sir Claudio a Gasp Arrivato da Amsterdam con l’etichetta di laterale moderno e polivalente, il classe 2003 aveva scelto la Capitale sponsorizzando l’effetto Ranieri. Insomma, le premesse per una crescita c’erano tutte. La risposta del campo però non è stata quella che ci si sarebbe aspettati. Nella seconda metà della stagione 2024/2025, l’olandese ha collezionato 14 presenze in Serie A, quasi tutte da subentrato, accumulando appena 464 minuti complessivi. A frenarlo è stata una fragilità muscolare cronica , sommata al più classico periodo di ambientamento. Con l’avvento di Gian Piero Gasperini , lo scenario sembrava esser diventato quello ideale per il suo riscatto. Storicamente, il tecnico di Grugliasco ha sempre trasformato i terzini in macchine da bonus e binari ad alta velocità. Il vero paradosso, tuttavia, è rappresentato dalla scorsa stagione (2025/2026), la prima sotto la guida dell’ex Atalanta. I numeri nudi e crudi parlerebbero di un’annata da protagonista: oltre 30 presenze stagionali complessive tra campionato ed Europa, condite da un gol e ben cinque assist in Serie A . Eppure, grattando sotto la superficie, quella continuità è stata più apparente che reale. Molte di quelle apparizioni sono arrivate a gara in corso e le prestazioni non hanno mai dato la sensazione di un giocatore dominante o pienamente integrato nei ritmi del calcio italiano, lasciando l’amaro in bocca a chi si aspettava il definitivo salto di qualità. Per di più, in questo avvio di secondo anno sotto la guida del Gasp, lo scenario si è di fatto ancor più complicato. I problemi fisici si sono ripresentati identici, a fine estate: un risentimento al flessore sinistro , a pochissimo dal debutto in campionato, lo ha costretto al forfait, saltando le prime due giornata contro Fiorentina e Lecce. La vera bocciatura, però, è arrivata sul piano dell’intensità europea. La non brillante prestazione contro il Fenerbahçe, fatta di spaesamento totale sul binario destro, poca spinta e difficoltà difensiva, ha fatto capire la sua difficoltà di adattamento con i ritmi folli richiesti dal 3-4-2-1 del Gasp. Le successive apparizioni lampo contro Torino e Inter, relegate a pochissimi minuti finali, sanno tanto di mezza bocciatura.

Ancora una chance? Ma dunque ora cosa potrebbe succedere? Nel calcio in generale, ma ancor di più in quello di Gasperini, ci può senza dubbio essere sempre una seconda chance. Il tecnico è maestro in resurrezioni tattiche impensabili e soprattutto la stagione della Roma è ancora abbastanza lunga da offrire altre possibilità e quindi  una via di fuga dall’anonimato. La palla passa ora interamente all’olandese: se saprà metabolizzare i carichi di lavoro e ritrovare brillantezza e fiducia nei propri mezzi fisici, le porte della fascia destra potrebbero riaprirsi d’improvviso. L’ultima grande occasione è lì, a portata di mano, o meglio, di scarpini. Starà a Rensch dimostrare di essere un patrimonio, tecnico e tattico, da cui la Roma può ancora ripartire.

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Fonte: Sportcafe24.com

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