Pio Esposito, la stagione per diventare attore protagonista
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Pio Esposito sembra davvero essere colui che, a 21 anni, ha già fatto sua una cosa che nel calcio si impara quasi sempre troppo presto: il tempo non aspetta nessuno. Un anno fa, era il talento da provare e da lanciare, il centravanti che aveva segnato in Serie B, ma doveva ancora dimostrare di poterlo fare in Champions, in Serie A e davanti a settantamila persone. Adesso non è più così e la domanda non è più se sia pronto, ma se sarà in grado di prendersi definitivamente la scena. Ed ecco che questa può davvero essere la stagione più importante della sua carriera , ossia quella dove può realmente diventare l’attore protagonista.
Una stagione che ha già detto molto, ma ora… La scorsa estate, Pio è tornato all’Inter dopo due stagioni allo Spezia. Ha segnato 22 gol in Serie B , abbastanza per far parlare di sé, ma non abbastanza per garantirgli, quantomeno fin da subito, un posto da titolare in una delle squadre più importanti e più forti d’Italia. Il destino sembrava però avere già preparato la sceneggiatura, a partire dalle partite giocate al Mondiale per Club, che sono servite in primis per valutarlo. Lui ha lottato, segnato e dimostrato di poter reggere l’urto. Perché le sensazioni, a volte, valgono molto di più delle statistiche. E infatti tutto il resto è arrivato molto velocemente, dalla Serie A alla Champions League, passando per la Nazionale. Dieci gol e sei assist in stagione sono stati il suo score, impreziosito da Scudetto e Coppa Italia. Ma questo è stato solo e soltanto un punto di partenza. O quantomeno questo è quello che si pensa. O si spera.
Ora però la cosa più pericolosa per lui potrebbe essere solo e soltanto una, ossia l’aspettativa. Ma questo potrebbe rendere il copione ancor più interessante. La sua prima annata all’Inter è stata quella della scoperta, ma confermarsi è sempre più difficile. Perché un centravanti giovane può vivere benissimo con l’errore, può sbagliare un movimento, perdere un duello e non segnare per qualche partita. Finché è considerato una promessa, tutto viene inserito dentro il percorso di crescita. Ma, quando diventi una certezza e il livello sale, lo stesso errore cambia irrimediabilmente peso. Pio Esposito sta entrando esattamente in questa fase. E occhio anche alla concorrenza di Lautaro Martinez e Marcus Thuram , due giocatori affermati, due attaccanti che appartengono già alla dimensione internazionale. Ma cosa dovrebbe fare il classe 2005? Il suo obiettivo non può essere quello di scalzarli, ma di diventare impossibile da ignorare, entrando nelle rotazione e trasformando le gerarchie. Ogni partita può avere un valore, perché può convincere l’allenatore a schierarlo anche nella successiva. Ma può contare anche essere utile quando la partita è sporca, quando l’Inter non riesce a costruire, quando serve un pallone buttato in area e qualcuno che lo trasformi in un’occasione. Un centravanti che non è più solo finalizzatore, ma che diventa punto di riferimento.
A chiudere il cerchio della consacrazione definitiva potrebbe essere poi la Nazionale . Forse è con la maglia azzurra, visto il momento difficile, che servirà quel quid in più per passare da giovane interessante ad attaccante importante, da ottimo centravanti italiano a qualcosa di molto di più. Forse non saranno necessari numeri importanti o comunque stratosferici. Serve restare e confermare. Perché, molto spesso, è così che si inizia a diventare grandi.
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