Milan, Amorim e la presunzione di chi non ammette di sbagliare
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Ruben Amorim è uno dei tecnici più presuntuosi d’Europa, ma, soprattutto, tatticamente tra i più intransigenti. Il portoghese ha un mente un solo credo tattico, il 3-4-2-1 ripetutamente bocciato in Inghilterra e in Europa e che anche in Italia sta mostrando la sua inconcludenza. Quando a Manchester gli chiesero di cambiare la sua risposta fu: “Nessuno potrà mai convincermi, nemmeno se me lo chiedesse il Papa in persona. È il mio lavoro, è mia precisa responsabilità, è la mia vita. Non cambierò” . Risultato: esonero dopo una serie di risultati umilianti per il Manchester United e una percentuale del 38,10% di successi . La storia si sta ripetendo al Milan , con una fase difensiva inesistente e una offensiva che va a strappi ed è giudicata inadeguata.
Amorim, schietto ma inconcludente Di Amorim si apprezza la schiettezza e una comunicazione molto diversa da quella che siamo abituati a vedere in Italia, ma tatticamente sta prendendo lezioni da tutti. Zero empatia, capacità comunicativa inesistente durante la gara, si limita a prendere appunti in panchina senza risolvere nulla in campo . Tatticamente presenta un 3.4-2-1 con una squadra totalmente spaccata tra difesa e centrocampo che, quando perde palla, lascia quaranta metri di campo agli avversari. Dal punto di vista offensivo il suo gioco si basa tutto sugli esterni di centrocampo senza un piano B. Questo stile di gioco si rivelò già infruttuoso allo United che, sotto la sua gestione, subì 96 gol in 63 gare alla media di 1,5 a gara. Un’autentica gruviera che portò i Red Devils a un passo dalla retrocessione nella prima stagione e a metà classifica nella seconda.
Al Milan , fin qui, nulla è cambiato. Già 4 reti incassate in 4 gare con la sola gara con il Venezia come clean sheet . Amorim insiste nello schierare un improponibile Estupinan a sinistra e a destra schiera Chukwueze o Moreira, ovvero due esterni offensivi. Risultato: Pavlovic, De Winter e Gila sono perennemente soli a affrontare gli attaccanti avversari. Inoltre, questo tipo di calcio mal si concilia con Modric, costretto a coprire un campo troppo largo a 41 anni.
Quale futuro per il Milan? Il Milan di Amorim , così come è strutturato sembra avere vita breve, anche perchè, dati alla mano, parte sempre sotto 0-1. Amorim allo United ha ottenuto appena 9 clean sheet in 63 gare, una miseria. Il portoghese sembra inadeguato al grande calcio, figlio di uno stile di gioco che vede solo lui, nonostante le numerose batoste in carriera. La sua utopia rischia di costargli cara. In questo momento il Milan è ancora in linea di galleggiamento, ma non sembra avere grandi margini di crescita con questo gioco altamente improduttivo. A meno che i rossoneri non diventi una macchina da gol, capace di andare oltre le lacune in fase di transizone del suo allenatore, il portoghese rischia di fare la fine dei due connazionali che lo precedettero due anni fa.
Davide Luciani
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