Marko Rog, la parabola del talento spezzato: dagli anni d’oro al ritorno in Croazia
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Un tuttocampista moderno, che sembrava un vero e proprio predestinato, come tanti talenti nati e cresciuti in Croazia. Quella di Marko Rog è una carriera tutta da raccontare e da analizzare, non solo per i suoi alti e bassi, le sue delusioni e la sua sfortuna. Una carriera che è passata anche in Italia. E da dire c’è davvero tantissimo.
Dal sogno croato alla delusione Serie A Trequartista in grado di agire anche da regista, soprattutto per la sua visione di gioco, la sua tecnica e il suo spirito di sacrificio. Il classe 1995 è cresciuto con Varazdin e RNK Spalato, per poi passare alla Dinamo Zagabria. Con il tempo, ha dimostrato di dare il suo meglio negli strappi e negli inserimenti palla al piede. La definitiva consacrazione internazionale è arrivata durante gli Europei del 2016, dove si è messo in mostra, in particolar modo nel match contro la Spagna. Ed è grazie a questo che è finito sul taccuino di molti club. Il passaggio al Napoli è stata la naturale conclusione di questo percorso. Ma, sotto la gestione di Maurizio Sarri, il centrocampista croato si è fin da subito scontrato con un sistema di gioco basato su automatismi e sincronismi tattici, all’interno del quale le sue caratteristiche faticavano a trovare spazio. Confinato al ruolo di subentrante fisso per dare dinamismo nei finali di partita, Rog non è mai riuscito a trovare continuità. La successiva parentesi nella Liga spagnola con il Siviglia ha, in un certo senso, ricalcato le stesse problematiche. L’impatto iniziale è stato tutto sommato buono, ma, con il passare del tempo, il centrocampista è diventato una riserva di lusso e un’arma a partita in corso e non un titolare e un perno della squadra.
Nell’estate del 2019, a dargli una chance di rilancio e di riscatto è stato il Cagliari . I rossoblu volevano rendere l’ex Napoli uno dei pilastri del loro centrocampo, affiancandolo a Radja Nainggolan e Nahitan Nández. La prima stagione è stata a dir poco positiva, con ben 32 presenze, condite da due reti. Le sue progressioni palla al piede e i suoi strappi hanno inciso nella stagione degli isolani. Questo momento d’oro è stato interrotto, nel dicembre del 2020, dalla rottura del legamento crociato anteriore. Per lui, da quell’infortunio, è iniziato un vero e proprio calvario senza precedenti. Il ginocchio ha infatti ceduto una seconda volta, nuovamente subito dopo il primo rientro, costringendolo a lunghi mesi di inattività e impedendogli di aiutare la squadra in una stagione terminata con la retrocessione. Dimostrando grande attaccamento alla piazza, ha rinnovato il contratto ed è rimasto anche in Serie B, per poi però subire un terzo grave infortunio, questa volta all’altro ginocchio. E questa è stata la definitiva goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Il post Cagliari Breve prestito alla Dinamo Zagabria, rescissione con il Cagliari e passaggio alla Lokomotiv Zagabria. La scelta del club della capitale ha rappresentato per lui una sorta di ritorno alle origini dal sapore romantico e anche un po’strategico. Rog ha scelto un campionato dai ritmi meno logoranti e in un ambiente a lui familiare. Il suo obiettivo è quello di ritrovare un po’ di tranquillità e di rilanciare il suo talento, che non può certo esser messo in discussione. Forse questo può essere una nuova pagina di un percorso segnato da pesanti infortuni e da un inespresso potenziale, prima per questioni tattiche e poi per sfortuna. Il centrocampista croato riparte così dalle proprie radici per ritrovare continuità e serenità lontano dai ritmi esasperati della Serie A. E sperando di scacciare definitivamente la iella.
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