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Mandragora-Fiorentina, siamo ai titoli di coda?

Mandragora-Fiorentina, siamo ai titoli di coda? SportCafe24.com 47 presenze, otto gol e cinque assist. Questi sono stati i numeri di Rolando Mandragora nella passata stagione con la maglia della Fiorentina. Insomma, il centrocampista è stato davvero una delle pochissime certez…

(25 ago 2026)

Mandragora-Fiorentina, siamo ai titoli di coda?

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47 presenze, otto gol e cinque assist. Questi sono stati i numeri di Rolando Mandragora nella passata stagione con la maglia della Fiorentina. Insomma, il centrocampista è stato davvero una delle pochissime certezze in una stagione complicata e difficile per i viola. Ed è per questo che, con l’arrivo di Grosso sulla panchina dei toscani, si pensava che sarebbe stato uno dei pilastri. I fatti invece stanno dicendo ben altro.

Nella prima di Serie A contro la Roma  i titolari sono stati Fagioli, Ndour e Brescianini . Va detto che l’ex Udinese è stato in dubbio fino all’ultimo per una sciatalgia. Ed è sempre proprio questo problema a condizionare il suo avvicinamento al match dell’Olimpico. Il buon Rolando ha giocato nelle amichevoli estive, occupando la posizione di mezzala di equilibrio davanti alla difesa , un ruolo perfetto per sfruttare le sue capacità di inserimento e di tiro dalla distanza. Eppure, al di là dello stop fisico e anche delle parole dell’allenatore, che ha messo a tacere alcune voci di addio, in questi ultimi giorni di mercato Mandragora potrebbe cambiare aria, con Genoa e Torino alla finestra. Nel mercato estivo, infatti, la Fiorentina ha fatto investimenti importantissimi nel reparto mediano, acquistando a titolo definitivo profili di alto livello come Arthur Atta e Christ Inao Oulaï , oltre al riscatto di Marco Brescianini. Questo sovraffollamento rischia di ridurre drasticamente il suo spazio da titolare fisso. Il club viola, dal canto suo, non lo considera incedibile.

La possibile cessione di Rolando Mandragora, inevitabilmente, divide l’ambiente viola: da un lato, sacrificarlo è visto come un errore a causa della sua leadership, della continuità dimostrata e della perdita di una certezza italiana nello spogliatoio; dall’altro, rappresenta una scelta strategica dei gigliati per monetizzare e liberare spazio per i nuovi investimenti a centrocampo voluti da Fabio Grosso e finanziare gli ultimi colpi di mercato prima della chiusura delle trattative. Passare in poche settimane dallo status di intoccabile certezza a quello di pedina sacrificabile sull’altare del bilancio e del rinnovamento tattico  può davvero lasciare l’amaro in bocca. Solo il tempo e il campo, nel caso in cui succedesse, direbbero se sarebbe una dolorosa ma lungimirante necessità o un azzardato errore strategico.

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Fonte: Sportcafe24.com

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