La Serie A delle grandi sorprese
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Gli anticipi della quarta giornata di Serie A hanno offerto non pochi spunti di analisi. Al di là di un Frosinone che ha confermato il suo magico momento, pareggiando in casa di un Genoa che ha ottenuto il primo punto ma che è sembrato ancora in difficoltà, l’attenzione se la sono presa Lazio-Milan e Atalanta-Cagliari .
All’Olimpico è terminata sul 2-2 una partita dalle due facce . Nel primo tempo i biancocelesti hanno letteralmente surclassato i rossoneri, con pressing, determinazione, gioco, scambi rapidi e uno sfruttare le fasce che ha fatto soffrire gli uomini di Amorim, impartendo una lezione di ritmo e geometrie. Le reti di Cancellieri e Noslin hanno fatto capire che Gattuso pare davvero aver trovato la cerchia, come confermato dai dieci punti in classifica. I capitolini sembrano davvero avere tutto per dire la loro in questa stagione, a partire dal carattere di chi vuole dimostrare qualcosa a tutti i costi, grazie alle certezze ritrovate. Nella ripresa Amorim ha cambiato faccia al suo Milan. Gli ingressi di Moreira , autore di una doppietta, e Pulisic e Musah hanno risvegliato i meneghini, che hanno totalmente ribaltato il fronte. Insomma, il dominato è diventato dominatore e viceversa. I due gol del 22enne belga hanno permesso di acciuffare il pari, con la sensazione che, con un po’ di grinta e convinzione in più, sarebbero addirittura potuti arrivare i tre punti. Forse troppo però per una squadra è stata totalmente assente dal campo. E per un allenatore che, nel primo tempo, ha sbagliato formazione. Si ripartirà dallo schema e dagli uomini della ripresa?
In serata il colpaccio l’ha messo a segno il Cagliari, vincendo sul campo dell’Atalanta. I sardi, con tre vittorie su quattro, sono una delle squadre più scintillanti e sorprendenti di quest’avvio di stagione. Pisacane ha dato un’identità chiara ai rossoblu: difesa solida e organizzata, sostanza, sacrificio, cinismo, contropiede, ripartenze e manovra tra le linee. Deludenti invece gli orobici, ancora lontana dall’essere una squadra di Sarri. Il tecnico ha parlato di sfortuna e di decisioni arbitrali, visto il decisivo rigore di Maldini. Ma la Dea è apparsa lenta, prevedibile e vulnerabile, pagando a caro prezzo la scarsa incisività di elementi chiave, come, per esempio, De Ketelaere e Rowe, oltre all’ingenuo fallo di mano di Kolašinac che ha regalato il rigore decisivo agli ospiti. Insomma, c’è ancora da tanto da lavorare, per evitare una stagione vissuta sulle montagne russe.
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