La Serie A cambia, le polemiche arbitrali no
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Non è servito aspettare. Una giornata appena, anzi, nemmeno quella, e la Serie A ha già ritrovato uno dei suoi riti più antichi: discutere di arbitri. A San Siro. il primo gol dell’Inter contro il Monza ha aperto il capitolo del fuorigioco, della posizione di Bisseck, della visuale di Pizzignacco e, soprattutto, di quella domanda che accompagna ormai ogni episodio controverso: il VAR doveva intervenire oppure no? A Genova, poche ore dopo, il tema è tornato con il gol di De Bruyne contro il Genoa e con il contatto tra il belga e Vásquez. Anche qui, una decisione di campo, una valutazione arbitrale e una discussione destinata a durare molto più dei novanta minuti della partita, visto quanto accaduto nel post. Niente di nuovo, verrebbe da dire. Ed è forse proprio questo il punto.
Ogni estate si parla di nuove regole, di certezze e si prova a pensare che sarà un campionato diverso, magari più moderno, più tecnologico e più attento. La speranza è che arrivi il momento in cui la tecnologia possa realmente ridurre gli errori e togliere spazio alle polemiche. Poi ricomincia il campionato e tutto torna alla realtà. Perché è cambiato il modo di discutere, non la discussione . Prima c’era la moviola della domenica sera, mentre oggi ci sono trenta telecamere, il fermo immagine, le linee tracciate sullo schermo, gli audio del VAR, le ricostruzioni al millimetro. Si hanno più strumenti per capire l’episodio, ma non necessariamente più certezze. Anzi, qualche volta sembra il contrario. Perché il VAR ha eliminato alcune discussioni, soprattutto quelle legate agli errori più evidenti, però ne ha create altre. La tecnologia ha spostato il confine della polemica. E forse non poteva essere altrimenti. Perché il calcio non è matematica. Ci sono episodi oggettivi, certo. Ma ce ne sono altri nei quali la valutazione fa parte del gioco. Un contatto può essere fallo per qualcuno e normale dinamica per qualcun altro. Un giocatore può essere considerato influente sulla visuale del portiere oppure no. Il regolamento può offrire un quadro, ma non sempre può cancellare l’interpretazione.
Il punto è che probabilmente si deve accettare una verità poco spettacolare: non cambierà mai . Le prime partite della prima giornata della Serie A ci hanno già ricordato che sarà una stagione fatta di gol, campioni, errori, sorprese e partite. E, inevitabilmente, di arbitri. Cambieranno gli arbitri, cambieranno le regole, cambierà la tecnologia. Ma alla fine, come sempre, ci sarà qualcuno che avrà qualcosa da discutere. E forse è proprio questa una delle cose che del calcio non cambieranno mai.
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