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La rivincita di Gennaro Gattuso

La rivincita di Gennaro Gattuso SportCafe24.com Cinque giornate sono un battito di ciglia, un segmento troppo breve per emettere sentenze definitive, ma sufficiente per fotografare un cambio di rotta. La classifica ancora, senza dubbio, conta pochissimo, ma vedere la Lazio in …

(20 set 2026)

La rivincita di Gennaro Gattuso

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Cinque giornate sono un battito di ciglia, un segmento troppo breve per emettere sentenze definitive, ma sufficiente per fotografare un cambio di rotta. La classifica ancora, senza dubbio, conta pochissimo, ma vedere la Lazio in vetta alla Serie A, a quota 13 punti, a braccetto con Inter e Roma, non è solo la sorpresa di questo scorcio di fine estate e di inizio campionato. Tutto questo è il manifesto di una metamorfosi profonda e di un vero e proprio ribaltamento di fronte, che porta la firma, netta e spigolosa, di Gennaro Gattuso .

Il 2-0 sul campo del Venezia è stato frutto di sofferenza, lampi individuali, come la parata di Mandas sul rigore, e cinismo. Però per capirne la genesi bisogna riavvolgere il nastro di un mese. Bisogna tornare a quella calda serata di metà agosto, quando lo 0-2 interno contro il Mantova in Coppa Italia, aveva spalancato le porte di una vera e propria caccia al colpevole. In un clima di contestazione e di negatività, si respirava già l’aria del fallimento annunciato, con qualcuno che addirittura evocava lo spettro della retrocessione. Quello che per molti era il preludio del baratro, per Gattuso è stato l’anno zero. E da lì c’è stata la sterzata sul mercato, perché a Davide Frattesi , si sono aggiunti Andrea Pinamonti e Albert Gudmundsson.  Innesti che hanno modificato radicalmente l’anima dello spogliatoio. Volti nuovi, di qualità, arrivati a Roma con una disperata fame di affermazione, capaci di sradicare la rassegnazione e alzare i giri del motore di una squadra che sembrava aver smarrito la propria identità. Ed ecco che Formello è diventato una sorta di vero e proprio laboratorio.

Va detto che il grande lavoro di Gattuso si sta vedendo soprattutto nella gestione del capitale umano e nel toccare le corde giuste con alcuni giocatori, riuscendo a rivitalizzarli. Il tecnico calabrese ha puntato molto sulla ricostruzione psicologica e atletica. I risultati sono evidenti nell’impatto di Nuno Tavares , devastante per continuità sulla corsia mancina, e nella crescita verticale di Reda Belahyane , forgiato in ritiro dal metodico step by step di Ringhio e diventato diga insostituibile a centrocampo, sfruttando le assenze di Rovella e Cataldi. Senza scordarsi di Tijjani Noslin , attaccante rinato e glaciale nel firmare il raddoppio in terra lagunare. Ma, nonostante i risultati e questo grande avvio, Ringhio ha scelto la via della provocazione comunicativa, con quel « Mancano 27 punti alla salvezza » che non è sembrato un banale esercizio di scaramanzia, ma pragmatismo puro. Ed ecco che, con il senno di poi, potrebbe quasi sembrare uno scudo eretto a protezione di un gruppo che non può permettersi di specchiarsi.

La strada per la Lazio è ancora lunghissima e dopo la sosta ci sarà ancora tanto da dimostrare. Ma, al di là dei punti e della classifica, questa partenza può assumere per l’allenatore i contorni della rivincita sportiva più dolce. Gattuso era arrivato a Roma portandosi dietro le scorie pesantissime dell’addio alla Nazionale, stritolato da una critica feroce che lo aveva frettolosamente liquidato come un allenatore tutt’altro che di livello, incapace di aggiornarsi e un profilo già al capolinea della carriera. Il campo, unico giudice supremo del calcio, gli sta restituendo più di qualche merito. E c’è ancora una stagione intera per levarsi qualche sassolino, sia mediatico che tattico.

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Fonte: Sportcafe24.com

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