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La metamorfosi di Antonio Raimondo: anatomia di un’esplosione perfetta

La metamorfosi di Antonio Raimondo: anatomia di un’esplosione perfetta SportCafe24.com Sette gol in sette giornate. Due doppiette consecutive a spianare la strada, e poi la notte magica vissuta ieri allo Stirpe contro il Sassuolo, con una tripletta d’autore, segnata in a…

(7 h fa)

La metamorfosi di Antonio Raimondo: anatomia di un’esplosione perfetta

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Sette gol in sette giornate. Due doppiette consecutive a spianare la strada, e poi la notte magica vissuta ieri allo Stirpe contro il Sassuolo, con una tripletta d’autore, segnata in appena 31 minuti, a sancire il definitivo passaggio di status. Insomma, Antonio Raimondo non sembra più soltanto una splendida promessa di proprietà del Bologna. E non solo perché oggi è il capocannoniere della Serie A e l’idolo indiscusso di una Frosinone, che sta sognando a occhi aperti. Ma cosa c’è dietro l’esplosione del classe 2004? Non si tratta certo di semplice fortuna, ma del perfetto incastro di alcuni fattori.

La mano di Alvini, ma non solo Come se si fosse all’interno di una sceneggiatura pefrettamente riuscita, la svolta è arrivata senza dubbio anche grazie all’intesa che si è creata con Massimiliano Alvini . Il tecnico dei ciociari non si è infatti limitato a dargli una maglia da titolare, ma ha letteralmente cucito l’identità offensiva della squadra attorno alle caratteristiche del 22enne. I gialloblu praticano un calcio verticale, aggressivo, che rifiuta i fraseggi sterili e che cerca immediatamente la profondità. Un qualcosa che sta esaltando le caratteristiche dell’attaccante, che sa muoversi nello spazio alle spalle dei difensori centrali. Rispetto alle esperienze precedenti, il baricentro del suo gioco si è spostato nettamente in avanti. Oggi Raimondo è sollevato dai compiti logoranti di copertura e di raccordo, concentrandosi soprattutto negli ultimi sedici metri. Ed è questo che lo sta rendendo a dir poco letale. Insomma, un legame sia mentale che tattico, ma soprattutto un qualcosa che ha portato a una vera e propria metamorfosi nella sua efficacia realizzativa. Perché i numeri, mai come in questo caso, parlano: la conversione tiri/gol di questo inizio di campionato è infatti spaventosa. Se prima Raimondo aveva bisogno di tre o quattro occasioni per pungere, oggi dimostra di aver fatto dei cinismo la sua principale caratteristica. E questo non può certo passare inosservato.

Il tutto è reso magico da un fattore ambientale che non va certo sottovalutato. Il club ciociaro sta ormai diventando un vero  e proprio laboratorio di talenti . Prima di lui Soulé e Barrenechea, oggi ci sono anche, per esempio, K’vernadze e Palmisani. Non vi è dubbio che la piazza frusinate offra un vantaggio competitivo quasi unico, o comunque molto raro, in Italia, ovvero il diritto di sbagliare. Giocare senza l’ansia da prestazione del grande club, sta permettendo al giovane bomber di gestire la pressione iniziale, di crescere e di mettersi in mostra. La prima doppietta contro la Fiorentina, a fine agosto, l’ha letteralmente sbloccato a livello mentale. E poi, la replica immediata contro il Venezia è stata la naturale conseguenza. La sensazione è che, la tripletta di ieri con il Sassuolo, possa essere davvero soltanto l’inizio. Perché quando un attaccante di 22 anni gioca con la testa libera e sgombra, tutto diventa più semplice. Antonio Raimondo sembra vivere un vero e proprio stato di grazia. E chissà che la prossima puntata di questa serie tv che lo vede protagonista non sia la maglia azzurra.

La metamorfosi di Antonio Raimondo: anatomia di un’esplosione perfetta

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