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L’uomo delle tempeste: perché la carriera di Ivan Juric sembra una serie TV

L’uomo delle tempeste: perché la carriera di Ivan Juric sembra una serie TV SportCafe24.com Se la Serie A fosse un catalogo Netflix, la carriera di Ivan Juric non sarebbe una commedia romantica e nemmeno un documentario rassicurante. Sarebbe un thriller psicologico, di quelli …

(19 set 2026)

L’uomo delle tempeste: perché la carriera di Ivan Juric sembra una serie TV

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Se la Serie A fosse un catalogo Netflix, la carriera di Ivan Juric non sarebbe una commedia romantica e nemmeno un documentario rassicurante. Sarebbe un thriller psicologico, di quelli dove il protagonista è costantemente sul filo del rasoio, accerchiato dai critici, ma trova sempre il modo di piazzare il colpo di scena prima dei titoli di coda. L’avvio della sua avventura sulla panchina del Monza è solo l’ultimo episodio di una saga infinita, ma tutta da raccontare.

Le delusioni recenti e la nuova occasione Ogni antieroe cinematografico ha, in un certo senso, i suoi traumi, e per il tecnico croato i capitoli più dolorosi si chiamano senza alcun dubbio Roma e Atalanta . Nella Capitale, si è trovato stritolato in una piazza infuocata, pagando con l’esonero a fine 2024 in una situazione societaria ingestibile. Ma se a Roma le colpe erano collettive, il naufragio a Bergamo nel 2025 è stato un brusco risveglio. Era l’allievo che doveva raccogliere l’eredità di Gasperini, ma è affondato prima del tempo, sollevato dall’incarico a novembre. Macchie pesanti che avrebbero ridimensionato chiunque. Il suo telefono però ha continuato a squillare, come se la vera magia del suo “personaggio stia tutta nella sua capacità di rigenerarsi. Nonostante lo scetticismo di tifosi e opinionisti, quando si libera una panchina il suo nome spunta sempre. Il motivo è probabilmente molto semplice: se hai una rosa da sgrezzare e serve un’identità di ferro, il croato è un’ipotesi che molti considerano. Il Monza lo ha ingaggiato in estate proprio per questo. In Brianza d’altronde non servono i ricami o la grande gestione, ma serve una sorta di vero e proprio calcio operaio, con l’aggressione uomo su uomo e la capacità di spremere il massimo dal materiale a disposizione.

Il copione però si è ripetuto identico anche in questo inizio di stagione. La partenza è stata a dir poco shock : un solo punto in quattro partite, 11 gol sul groppone e i giornali che già parlavano di esonero. Poi, il colpo di teatro nell’anticipo della quinta giornata, con l a vittoria per 2-1 contro il Sassuolo. Tre punti che possono essere definiti come il manifesto perfetto del Juricismo d’emergenza: meno possesso palla, linee serrate e cinismo spietato. Il croato ha svoltato la partita, azzeccando due scelte forti. La prima riguarda la porta ed è l’aver panchinato Pizzignacco e Thiam, lanciando dal nulla lo svedese N oel Törnqvist. In molti hanno storto il naso, con il terzo portiere diverso in cinque partite, ma il classe 2002 ha blindato la porta con parate decisive. La seconda scelta riguarda il fattore Gustavo Varela . L’attaccante portoghese si è letteralmente preso la squadra sulle spalle nella ripresa, prima sbloccando il match di testa su corner e poi raddoppiando su rigore procurato da Dany Mota. Nel finale il Sassuolo ha accorciato le distanze con una punizione gioiello del talento Vasilije Adžić, e il Monza ha dovuto subire l’assalto emiliano, salvandosi solo grazie a un legno colpito da Bowie in pieno recupero.

Insomma, una sofferenza totale, ma che ha regalato tre punti d’oro per scacciare i fantasmi. Juric può respirare un po’, dando la sensazione che, la stagione in Brianza sarà un’altalena emotiva, con spettacolo e sorprese che di certo non mancheranno. Il croato, con questa vittoria, ha allontanato lo spettro dell’esonero e lo ha fatto a modo suo: soffrendo, rischiando e scommettendo sugli esclusi. E ogni partita sarà un nuovo, tesissimo episodio di questa appassionante serie TV calcistica.

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Fonte: Sportcafe24.com

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