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Kean, al Como il ritorno dell’attore protagonista?

Kean, al Como il ritorno dell’attore protagonista? SportCafe24.com La nuova stagione e la nuova avventura al Como di Moise Kean è cominciata con un assist. E questo potrebbe essere forse quel dettaglio che racconta bene da dove riparte la storia. L’attaccante non h…

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Kean, al Como il ritorno dell’attore protagonista?

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La nuova stagione e la nuova avventura al Como di Moise Kean è cominciata con un assist. E questo potrebbe essere forse quel dettaglio che racconta bene da dove riparte la storia. L’attaccante non ha bisogno soltanto di tornare a segnare, ma anche, se non soprattutto, di sentirsi dentro una squadra, un progetto e  una partita. A Marassi, nella sua prima con i lariani, gli sono bastati poco più di venti minuti per lasciare un segno: ingresso al 66′, poi il pallone per Diao e il 4-1 che ha chiuso la partita. E ora si può guardare avanti con fiducia..

Kean vuole essere protagonista In tutto questo si potrebbe quasi intravedere una scena che potrebbe essere l’inizio della nuova stagione di una serie televisiva che, negli ultimi due anni, ha cambiato più volte trama. Perché l’ex Fiorentina, a 26 anni, è ancora uno di quei giocatori capaci di dare la sensazione che il meglio debba sempre arrivare. Il problema è che, nel frattempo, qualche occasione è già passata. La strada intrapresa sembrava essere quella giusta. Con la Fiorentina, nel 2024-25, Kean aveva finalmente trovato quella continuità che gli era mancata a lungo: 19 gol in campionato , secondo soltanto a Retegui nella classifica dei marcatori. Non era più soltanto il ragazzo di grandi potenzialità che si era visto tra Psg e Juventus. Era diventato, almeno per una stagione, una certezza: gol, fisico, profondità, capacità di attaccare l’area. Insomma, tutto sembrava essersi incastrato alla perfezione. Poi la storia ha preso un’altra direzione. La stagione successiva è stata molto più complicata, per lui e per i viola. Il buon Moise ha segnato meno, la squadra ha faticato e quella sensazione di crescita lineare si è interrotta bruscamente. Non è stato un crollo, ma un piccolo passo indietro. Forse perché, dopo aver visto quei 19 gol, ci si aspettava di capire se quella fosse diventata finalmente la sua normalità. E la conferma non c’è stata. E poi c’è stata un’altra botta pesante, ossia quella con la Nazionale. Una storia fatta di convocazioni, aspettative e occasioni mancate, fino alla delusione del Mondiale. Anche qui, più che una porta chiusa, è sembrato di assistere all’ennesimo capitolo rimasto a metà. Con quella corsa nel secondo tempo e quel pallone sparato alto contro la Bosnia che, ancora oggi, brucia.

Adesso però c’è il Como e soprattutto c’è Cesc Fabregas .  È una scelta che può cambiare il modo in cui viene utilizzato e, di conseguenza, anche il modo in cui viene percepito. Il tecnico spagnolo lo ha voluto fortemente, perché lo considera un attaccante perfettamente compatibile con la sua idea di calcio. Non è soltanto una questione di gol, ma di quello che può dare al gioco: fisicità, velocità, attacco della profondità e presenza in area. Un centravanti che può essere cercato quando la squadra costruisce e, allo stesso tempo, diventare la soluzione quando i lombardi decidono di saltare una linea e giocare in verticale. Ed è per questo che, il suo primo assist, assume un significato quasi curioso e interessante. Perché la nuova versione di Kean potrebbe non essere soltanto quella del goleador. Potrebbe essere quella di un attaccante più completo, meno dipendente dal gol per misurare il proprio rendimento. Un qualcosa che potrebbe traslarsi anche nella sua avventura in Nazionale. Il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina può portare ad aprire discorsi e ragionamenti. Se il 26enne dovesse riuscire a trasformarsi in un centravanti più coinvolto nella costruzione e nella sua manovra, il progetto azzurro potrebbe ripartire da lui.

La nuova stagione è appena cominciata e la sensazione è che il meglio debba ancora venire. E questa volta, sul set, ci sono due registi che possono avere un ruolo decisivo: Fabregas a Como e Mancini sullo sfondo, come osservatore a dir poco interessato. A Kean il compito più difficile: fare in modo che il prossimo episodio non sia soltanto una promessa.

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Fonte: Sportcafe24.com

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