Kayode vs Palestra, chi può prendersi il futuro dell’Italia?
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Sliding doors . A volte, possono davvero essere queste a fare la differenza. E possono forse essere queste a incidere su una sorta di duello a distanza che potrebbe crearsi tra Michael Kayode e Marco Palestra. Il primo si è letteralmente preso la scena a livello internazionale, bagnando il debutto da titolare con un gol e un impatto devastante nel 4-1 contro la Turchia. E ora, contro la Francia, cerca la conferma definitiva. Il secondo, complice qualche problema fisico, non sta trovando spazio nel Chelsea di Xabi Alonso, dopo un trasferimento estivo da capogiro. Ed è per questo che Mancini non l’ha convocato. Ma. guardando al futuro, chi è davvero più forte e più funzionale per la rinascita dell’Italia?
Esplosività contro qualità Il terzino del Brentford può davvero essere definito la fotografia esatta della verticalità. Fisicità straripante, progressione e grande voglia di emergere : tutto questo si è visto anche in azzurro, con il 22enne che ha saputo gestire le pressioni con carattere e personalità. Ed è forse anche per questo che è stato in grado di garantire una superiorità numerica costante e una spinta offensiva che, all’Italia, mancava da un po’ di tempo. Da non dimenticare poi sue rimesse lunghe, che possono diventare un’arma e un fattore non da poco. Ed ecco che, con un commissario tecnico che sta cercando di plasmare un’Italia intensa, fisica e reattiva, Kayode garantisce atletismo, esplosività, pressing e aggressione alta. Discorso diverso per Palestra. Impossibile non avere ancora in mente la sua grande stagione al Cagliari e il suo essere stato una delle pochi luci nel buio dello spareggio con la Bosnia. Tecnicamente raffinato, abilissimo nello stretto e dotato di un’intelligenza tattica superiore , che gli permette di leggere con anticipo svariate situazioni di gioco, il prodotto del vivaio dell’Atalanta ha tutto per essere il prototipo del difensore moderno. Al Chelsea le cose non sono iniziate nel migliore dei modi e dovrà trovare la chiave per rilanciarsi per non perdere il ritmo partita e un treno importante come quello azzurro. Perché non si può perdere troppo tempo.
Ma dunque chi può davvero prendersi la maglia da titolare? Quello attuale sembra essere il momento di Michael Kayode. Il ciclo di Mancini ha un bisogno disperato di certezze tangibili , riscontri immediati sul campo e freschezza atletica per aprire una nuova era e mettersi definitivamente alle spalle il passato. Palestra dovrà, dal canto suo, ritrovare la condizione ideale e dimostrare con il Chelsea quanto fatto vedere con la maglia del Cagliari. La continuità e la sfrontatezza del giocatore del Brentford oggi sembrano l’ingrediente perfetto per la nuova ricetta azzurra. Ma occhio a chi comunque, su quella fascia, ha dimostrato di poterci stare. Perché, a volte, è solo questioni di sliding doors. E tutto può sempre cambiare.
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