Juve, Spalletti e una svolta che non arriva
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Luciano Spalletti non riesce a rendere la Juve a sua immagine e somiglianza. La gara con il Sassuolo ha evidenziato un grave problema nella fase di transizione che è lo stesso che si ripete dall’arrivo del tecnico . Ogni volta che la squadra perde palla si ritrova a rincorrere all’indietro, mettendo in seria difficoltà la retroguardia. Questo problema è la conseguenza di una fase offensiva disordinata, dove molti uomini si ritrovano al limite dell’area, senza però trovare una soluzione che porti alla conclusione e alla rete.
Spalletti, una Juve sfilacciata La Juventus di Spalletti è una squadra sfilacciata e che fatica a recuperare quando viene presa in contropiede. Bremer è più uomo da marcatura uomo contro uomo e fatica quando ha molto campo dietro sè. Lucumì e Kalulu sono giocatori veloci, ma al francese viene chiesto di sganciarsi in avanti e questo causa diversi problemi quando poi deve recuperare, mentre il colombiano spesso e volentieri presenta delle amnesie. Non si capisce come in una difesa così traballante non trovi spazio Gatti , l’unico che ha la capacità di recuperare l’avversario.
Spalletti sembra si stia incartando su un’idea di calcio che mal si adatta a questa Juve. Giocare con due mediani lenti come Koopmeiners e Douglas Luiz, tre mezzepunte e una punta centrale finisce per forza di cose per avere un recupero palla lento. Il tecnico a distanza di un anno non ha ancora compreso che questa squadra non può attuare il tipo di calcio che lui ama. L’impressione è che il tecnico si sia innamorato di un’idea di calcio che fatica a mettere in pratica.
Occorrono soluzioni Carnevali è stato chiaro: Spalletti non si tocca, ma è comunque necessaria una svolta perché la Juventus è chiamata a competere. In questo momento sembra, però, esserci, un sentimento di rassegnazione all’interno della squadra. Spalletti giovedì in Europa League ha una prova d’appello da non fallire contro il Nec. La Juve è chiamata a trovare equilibrio, magari mettendo nel motore quel Pape Matar Sarr che con i suoi chili può dare al centrocampo una nuova dimensione. Sta a Spalletti però dare un equilibrio e, soprattutto, meno frenesia e più armonia tra i reparti.
Spalletti è chiamato a dare una maggior identità a una manovra che vive degli strappi di Conceicao. Questa squadra ha evidenti lacune a centrocampo, ma le imposizioni tattiche del suo allenatore non aiutano a migliorare. Il tecnico di Certaldo è chiamato a un compromesso se ha intenzione di tenersi stretta la panchina. Diversamente il rischio di un nuovo cortocircuito rischia di essere dietro l’angolo.
Davide Luciani
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