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Imma Romano (ACADI): “Necessario garantire che i canali fisico e online del gioco abbiano gli stessi obiettivi: tutela della salute, contrasto all’illegalità, sostenibilità economica e capacità di inn

Il settore del gioco pubblico legale si trova di fronte a una trasformazione epocale. L'evoluzione delle abitudini di consumo e la rapida digitalizzazione hanno impresso un'accelerazione al canale online, ponendo interrogativi cruciali sulla tenuta del presidio territoriale, s…

(10 h fa)

Il settore del gioco pubblico legale si trova di fronte a una trasformazione epocale. L'evoluzione delle abitudini di consumo e la rapida digitalizzazione hanno impresso un'accelerazione al canale online, ponendo interrogativi cruciali sulla tenuta del presidio territoriale, sulla tutela dei consumatori e sulla sostenibilità dell'intera filiera locale.

E' quanto sottolineato da  Imma Romano , rappresentante di ACADI – EGP-FIPE, intervenuta nella giornata odierna il convegno intitolato “Ludopatia digitale, la responsabilità algoritmica e il ruolo dei Media” , inserito all’interno del palinsesto della Milano Digital Week .

Gioco sicuro: l'integrazione tra algoritmi e presidio umano per la tutela del giocatore

"Credo che il punto di partenza sia evitare una contrapposizione ideologica tra fisico e digitale. La persona che gioca online è spesso la stessa che può entrare in un pubblico esercizio o in una sala autorizzata. Per questo non penso che la soluzione sia stabilire quale canale sia migliore dell'altro.

La vera sfida è capire come aumentare il livello di tutela in entrambi i canali. È certamente vero che il canale fisico presenta un valore aggiunto importante: la presenza di un presidio umano. L'esercente, il gestore, il personale di sala possono osservare comportamenti, cogliere segnali di vulnerabilità e rappresentare un primo livello di attenzione verso il consumatore. EGP/FIPE si impegna da tempo a sostenere l’importanza della formazione per gli operatori di gioco, in particolare di coloro che sono a contatto col pubblico", ha detto.

"Formazione e informazione sono due facce della stessa medaglia. Ma oggi anche la tecnologia può svolgere una funzione di tutela molto avanzata. E l’ing. Bonanni , che mi ha preceduta, lo sa meglio di chiunque di noi e lavora, con il team di Sogei per rendere questa tutela reale e concreta. Quando sentiamo parlare di algoritmi pensiamo spesso a sistemi che spingono il consumo. In realtà possono essere utilizzati anche per fare l'esatto contrario. Possono aiutare a individuare comportamenti anomali, variazioni improvvise delle abitudini di gioco, situazioni compatibili con comportamenti compulsivi e consentire interventi preventivi.

Per questo ritengo che la vera responsabilità consista nel mettere gli algoritmi al servizio della protezione delle persone. In questa direzione va l’impegno dei concessionari. Fondamentale da realizzare nel gioco on line in quanto la figura dell’esercente viene meno. Gli apparecchi, sia le slot che le VLT consentono già una rilevazione dello stile di gioco e consentono di impostare limiti temporali e di spesa. Penso invece a giochi meno “tecnologici” come ad es. il Gratta e Vinci, che sul fisico non possono essere tracciati, analizzati e interrotti se non attraverso l’intervento dell’esercente. Per questo credo che il futuro non sia scegliere tra algoritmo e presenza umana ma sia integrare le due cose. L'algoritmo può individuare un segnale. La persona può interpretarlo e trasformarlo in un'azione concreta di tutela", ha aggiunto.

"Proprio in questa direzione si muovono le ricerche dell'Università di Roma Tor Vergata , che hanno approfondito il tema dell'autoesclusione e dell'integrazione tra strumenti digitali, informazione e presidio territoriale, evidenziando come la prevenzione possa essere rafforzata dalla collaborazione tra tecnologia, operatori ed esercenti", ha concluso.

Riordino gioco fisico e tutela del consumatore: la proposta per il riequilibrio tra canali "Vorrei partire da una considerazione che ritengo centrale rispetto al tema di oggi. Se parliamo di DGA e di tutela del consumatore, dobbiamo guardare ai comportamenti reali delle persone e all'evoluzione del mercato. Negli ultimi anni si è completato il riordino del comparto online, mentre il riordino del gioco fisico è rimasto incompiuto. Si è così determinato uno squilibrio tra due canali che fanno parte dello stesso sistema legale. ACADI sostiene da tempo che il riequilibrio non debba essere letto come una richiesta di categoria, ma come una misura funzionale alla tutela dell'utente e alla sostenibilità dell'intero ecosistema regolato.

Oggi assistiamo infatti a un progressivo spostamento della domanda verso il digitale. È un fenomeno naturale e in parte inevitabile, ma che va governato. Per questo riteniamo necessario intervenire sui parametri di riequilibrio, al fine di garantire tutela, legalità e innovazione su entrambi i canali, evitando che le differenze regolatorie tra canali diventino esse stesse un fattore di spostamento della domanda", ha aggiunto.

"Abbandonata l’idea del Riordino del gioco fisico l’unica soluzione possibile è l’attuazione di una serie di misure ponte

La prima riguarda le prorogh e. Se le concessioni devono essere prorogate per effetto di una situazione normativa che gli operatori non hanno determinato, tali proroghe dovrebbero avere natura tecnica e non risultare ulteriormente onerose per l'intera filiera, dal concessionario fino all'esercente.

La seconda riguarda il riequilibrio dei parametri di gioco . ACADI propone da tempo di avviare sperimentazioni controllate che consentano di verificare, con dati oggettivi, gli effetti di alcune misure quali:

incremento del payout; riduzione della pressione fiscale sugli apparecchi; riallineamento delle vincite massime; adeguamento delle puntate entro criteri rigorosamente regolati.

Parliamo di sperimentazioni, non di liberalizzazioni. L'obiettivo è capire se un diverso equilibrio tra payout, fiscalità e sostenibilità economica possa produrre effetti positivi sulla competitività dell'offerta legale, sulla capacità di investimento e sulla tutela del consumatore. Perché le politiche pubbliche dovrebbero sempre essere accompagnate da valutazioni preventive di impatto e non da automatismi. Le indagini dell’Università di Tor Vergata e del Politecnico di Milano, danno un importante contributo nell’individuazione di possibili soluzioni", ha sottolineato.

"Terzo tema che spesso viene affrontato in modo frammentato: la fiscalità . Ogni intervento fiscale su un prodotto o su un canale modifica i comportamenti di consumo e produce effetti sull'intero ecosistema del gioco legale. Per questo ACADI ritiene fondamentale evitare ulteriori inasprimenti fiscali sul comparto degli apparecchi senza una preventiva valutazione degli impatti. Salute, legalità, occupazione, investimenti e gettito non possono essere considerati separatamente. Una politica fiscale efficace deve tenere conto di tutti questi elementi contemporaneamente", ha continuato.

"Ma il vero punto è un altro: le misure di riequilibrio non servono a conservare il passato. Servono a costruire il futuro. Per questo ACADI sostiene l'apertura immediata di tavoli tecnici dedicati alle nuove generazioni di AWP e VLT. Oggi la tecnologia consente già di sviluppare strumenti che fino a pochi anni fa erano impensabili:

sistemi di riconoscimento e contrasto dell'accesso dei minori; individuazione di comportamenti compatibili con gioco problematico; alert automatici e strumenti di prevenzione; applicazione di meccanismi evoluti di autoesclusione.

Perché il vero riequilibrio non consiste nel favorire il gioco fisico o quello online. Consiste nel garantire che tutti i canali del gioco legale abbiano gli stessi obiettivi: tutela della salute, contrasto all'illegalità, sostenibilità economica e capacità di innovare", ha concluso. cdn/AGIMEG


Fonte: Agimeg.it

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