Megabonus.it
Calcio

Il treno passato a metà: la parabola biancoceleste di Jordan Lukaku

Il treno passato a metà: la parabola biancoceleste di Jordan Lukaku SportCafe24.com Quando nell’estate del 2016 la Lazio ufficializza l’ingaggio di Jordan Lukaku per circa quattro milioni di euro, l’ambiente biancoceleste accoglie il belga con un mix di curiosità e fasci…

(17 set 2026)

Il treno passato a metà: la parabola biancoceleste di Jordan Lukaku

SportCafe24.com

Quando nell’estate del 2016 la Lazio ufficializza l’ingaggio di Jordan Lukaku per circa quattro milioni di euro, l’ambiente biancoceleste accoglie il belga con un mix di curiosità e fascino. Portare a Formello il fratello minore di Romelu, reduce dall’esperienza all’Europeo in Francia, sembra il classico colpo da cinema del ds Igli Tare: un esterno sinistro dotato di una potenza fisica straripante, una progressione devastante e una treccia bionda impossibile da non notare sulla fascia. Ma la storia è tutta da raccontare.

La sua avventura capitolina L’impatto con il mondo laziale è, per lunghi tratti, esaltante. Sotto la guida di Simone Inzaghi, che ama far spingere i suoi quinti di centrocampo, Jordan diventa un’arma letale a partita in corso. Se la fase difensiva mostra fin da subito evidenti lacune tattiche, quando c’è da ribaltare il campo, il classe 1994 è un treno in corsa difficile da arginare. Il punto più alto, il manifesto della sua avventura romana, arriva il 13 agosto 2017. È la notte della Supercoppa Italiana contro la Juventus all’Olimpico . La gara è sul 2-2, i tempi supplementari sembrano ormai scritti. Al minuto 93, Lukaku prende palla sulla sinistra, salta secco Mattia De Sciglio con una sterzata di pura potenza e serve a centro area un pallone d’oro che Alessandro Murgia deve solo spingere in rete. È il gol del 3-2, è il delirio biancoceleste. Il belga diventa un eroe, il prototipo del terzino moderno destinato a prendersi la fascia per anni. Ma, si sa, il calcio, a volte, toglie con la stessa velocità con cui dà. Quel picco di gloria rimarrà, tragicamente, una gemma isolata. Subito dopo quella magica notte, inizia un lento, inesorabile e silenzioso declino. Il vero nemico di Jordan Lukaku non sono i difensori avversari, ma i suoi stessi tendini e le ginocchia, che iniziano a presentare un conto salatissimo. Il fisico mastodontico, che prima era la sua forza, diventa un peso insostenibile per articolazioni troppo fragili. Nel gennaio 2019 il Newcastle è pronto a scommettere su di lui, ma il trasferimento salta clamorosamente, perché le visite mediche in Inghilterra bocciano l’idoneità fisica, rispedendolo così a Roma. Da quel momento, la sua esperienza in biancoceleste si trasforma in un limbo fatto di lunghi calvari in infermeria, rari spezzoni di partita e una forma atletica che non tornerà mai più quella dei giorni migliori. Inzaghi smette gradualmente di vederlo come una risorsa e la società comincia a gestirne l’addio attraverso i prestiti ad Anversa e Vicenza , fino alla naturale scadenza del contratto nel 2022.

Il post Lazio e il presente Una volta svuotato l’armadietto di Formello, la sua carriera si è trasformata in un viaggio inquieto alla ricerca di una condizione fisica ormai perduta. Lontano dai riflettori della Serie A, Lukaku è diventato un giramondo delle serie minori europee: prima l’anonima parentesi nella seconda divisione spagnola con la Ponferradina , poi lo sbarco nella periferia del calcio turco con l’ Adanaspor . Esperienze flash, firmate da svincolato e interrotte anticipatamente, dove i novanta minuti in campo sono rimasti un miraggio e le tribune una triste costante. Oggi Jordan guarda il calcio da spettatore, essendo svincolato e in attesa di una chiamata. Rimane il grande rimpianto collettivo di una carriera stroncata sul più bello, proprio mentre quel treno sulla fascia sembrava non doversi fermare mai.

Il treno passato a metà: la parabola biancoceleste di Jordan Lukaku

SportCafe24.com


Fonte: Sportcafe24.com

Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Sportcafe24.com a norma dell'art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633.

Continua a leggere