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Il ragazzo che spense la Juve: la parabola spezzata di José Mauri

Il ragazzo che spense la Juve: la parabola spezzata di José Mauri SportCafe24.com Esploso giovanissimo, il suo talento e le sue doti, a molti, hanno fatto stropicciare gli occhi, sognare e applaudire. José Mauri è stato uno dei talenti passati per la Serie A, ma le sue qualità…

(27 ago 2026)

Il ragazzo che spense la Juve: la parabola spezzata di José Mauri

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Esploso giovanissimo, il suo talento e le sue doti, a molti, hanno fatto stropicciare gli occhi, sognare e applaudire. José Mauri è stato uno dei talenti passati per la Serie A, ma le sue qualità erano un qualcosa di indiscutibile, tanto da poterlo definite uno dei centrocampisti moderni più promettenti della sua generazione. Una mezzala dinamica, tecnica, capace di mordere le caviglie degli avversari e inserirsi con i tempi giusti . Oggi, a distanza di circa dieci anni, la realtà ci racconta una storia completamente diversa.

Dal sogno all’incubo Arrivato in Italia da giovanissimo, il classe 1996 ha trovato a Parma la sua seconda casa. Nel settore giovanile crociato è cresciuto bruciando le tappe e mettendo in mostra una personalità fuori dal comune che ha catturato subito l’attenzione di Roberto Donadoni. Il tecnico dei ducali non ha perso molto tempo, lanciandolo in prima squadra nel gennaio del 2014, quando non aveva ancora 18 anni. La stagione della definitiva consacrazione è stata però quella successiva, la 2014/2015. Un’annata paradossale e drammatica per il club emiliano, schiacciato dai debiti e destinato a un doloroso fallimento societario. Eppure, in mezzo a quel caos, l’italo-argentino ha brillato come un diamante grezzo, diventando un pilastro per i gialloblu. José Mauri è stato il motore del centrocampo, giocando con la maturità di un veterano e collezionando 33 presenze complessive, impreziosite da due reti. La sua notte magica è stata quella contro la Juventus. L’11 aprile 2015, al Tardini, è stato un suo gran tiro piazzato all’angolo sinistro a decidere la sfida in favore del Parma. Il centrocampista è diventato così il killer dei bianconeri, all’epoca squadra schiacciasassi e capolista indiscussa. Insomma, un’impresa titanica e il più classico dei Davide contro Golia. Ed è stato forse in quel preciso momento che il giocatore è finito sui taccuini dei principali top club europei.

Nel luglio del 2015, svincolato d’ufficio dopo il doloroso crac del Parma, José Mauri ha firmato un contratto quadriennale con il Milan . Arrivato a Milanello sulle ali dell’entusiasmo, ha dovuto fare i conti con una piazza che non stava vivendo anni semplici. La Milano rossonera di quegli anni era un vero e proprio tritacarne, un club a fine ciclo che navigava in acque agitate tra cambi di panchina e incertezze societarie. Il giovane centrocampista non è riuscito a trovare spazio e continuità, finendo ai margini del progetto tecnico. Le appena dieci presenze tra campionato e Coppa Italia non gli hanno certo permesso di esprimere il proprio potenziale. Il giocatore ha così cercato il riscatto in quel di Empoli . L’obiettivo era ritrovare minutaggio e fiducia, con i toscani che, da sempre,  hanno rappresentato una piazza ideale per la fioritura dei giovani. Non tutto però ha funzionato al meglio, con il centrocampista che non è mai stato titolare fisso e inamovibile in una squadra che lottava disperatamente per non retrocedere, chiudendo l’anno con sole 15 presenze complessive e la sfortuna di vivere la retrocessione in Serie B. Ha fatto così il suo ritorno alla base nell’estate del 2017, vivendo altri due anni in rossonero. Il giocatore era però ormai diventato una seconda, se non terza, scelta nelle rotazioni di Vincenzo Montella prima e Gennaro Gattuso poi. Tra il 2017 e il 2019 è sceso in campo la miseria di sei volte in Serie A, finendo per svuotare il proprio armadietto a Milanello alla scadenza del contratto, per di più nell’indifferenza generale.

Il post Milan e il presente Da promessa della Serie A a oggetto misterioso, il passo per lui è stato sorprendentemente breve. Le tappe successive della sua carriera sono stati tentativi di riscatto, di rilancio e di rinascita. Il ritorno in Argentina al Talleres e poi al Sarmiento non gli hanno permesso però di ritrovare la brillantezza dei tempi migliori. La parentesi anonima in MLS con i Kansas City Wizards , è stata l’ennesima delusione. Un barlume di speranza nell’estate del 2024, c’è stato con la chiamata del Cosenza in Serie B. Un’occasione nel calcio che conta, ma che è durata lo spazio di pochi mesi e finita nel peggiore dei modi: una rescissione consensuale nel gennaio del 2025 dopo appena 15 presenze senza squilli. A trent’anni José Mauri si ritrova senza squadra, intrappolato nel limbo degli svincolati. La sua parabola sembra essere l’immagine perfetta di un calcio moderno che brucia i suoi figli troppo in fretta. E troppo spesso, questi ultimi, invece che essere protetti e tutelati, vengono colpevolmente trasformati in meteore precoci.

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Fonte: Sportcafe24.com

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