Il fattore Abate: ecco come ha rigenerato il Torino
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Tre indizi fanno una prova, ma tre vittorie consecutive fanno un capolavoro di gestione. Dopo la partenza shock da tre sconfitte in quattro partite, l’ambiente in casa Torino sembrava una polveriera pronta a esplodere. In quel momento, nel punto più basso, è emersa la bravura di Ignazio Abate: non solo un tecnico preparato, ma un leader calmo, lucido e straordinariamente coraggioso. Il pirotecnico 3-2 casalingo contro il Monza è l’immagine del suo lavoro e la dimostrazione pratica di come un allenatore moderno possa cambiare il destino di una squadra, plasmando gli uomini prima ancora dei moduli.
Coraggio e pragmatismo: la chiave di volta Il primo grande merito di Abate è stato non farsi prendere dal panico nel momento di difficoltà. Dove altri avrebbero cercato colpevoli, lui ha cercato soluzioni. Ha capito che il suo Toro iniziale era troppo fragile e ha avuto il coraggio di svolta r e , archiviando le sue idee originarie per varare un sistema di gioco che ha ridato certezze al gruppo nelle sfide contro Udinese e Parma. La vera gemma della sua gestione è arrivata però ieri contro il Monza. Trovatosi senza l’infortunato Ricardo Rodriguez, non ha cercato alibi. Con un’elasticità tattica impressionante, ha trovato la chiave giusta, ancora una volta. La squadra ha risposto a memoria, dimostrando che il tecnico ha saputo trasmettere principi di gioco capaci di andare oltre la rigidità dei numeri sulla lavagna e di un semplice modo. Questo Torino è in grado di cambiare pelle, ma di non perdere mai la sua anima. E sicuramente anche la gestione dei singoli sta facendo la differenza. Il tecnico granata sta dimostrando grandi capacità nel valorizzare il materiale umano a disposizione. Il primo nome che viene in mente è senza dubbio quello di Rafik Belghali, un giocatore che, sotto la sua guida, è letteralmente esploso. Dopo aver incantato in quel di Parma, con due assist, ieri Abate lo ha rigettato nella mischia a tutta fascia e il classe 2002 lo ha ripagato con la rete del momentaneo 2-1. Allo stesso tempo, il mister dei piemontesi ha saputo toccare le corde giuste con i leader carismatici dello spogliatoio. Dare le chiavi del gioco a Nikola Vlašić è stata una scelta di leadership assoluta. Il croato si sente al centro del villaggio granata: cuce il gioco e domina il centrocampo. E per di più, come fatto ieri con il gol del 3-1, tira fuori dal suo cilindro gol di pregevolissima fattura. Ma, sotto la gestione Abate, anche giocatori come Fitz-Jim, eri autore della prima rete, stanno trovando una dimensione e una fiducia nei propri mezzi mai viste prima. Il 23enne olandese ha, per di più, ampissimi margini di crescita e di miglioramento.
Insomma, oltre la lavagna tattica, c’è quello psicologico e mentale . L’allenatore 39enne ha trasmesso ai suoi ragazzi la cultura del sacrificio, quel saper stare nello sporco della partita che, spesso, porta a ottenere grandi risultati. Contro il Monza, quando il finale si è fatto incandescente, il Torino non è crollato, bensì si è compattato, ha lottato su ogni pallone e ha portato a casa tre punti d’oro, che rendono la classifica interessante. La crisi di inizio stagione è solo un lontano ricordo. Martedì c’è il Como, ma il Toro potrebbe davvero continuare a stupire. Con in panchina un Abate che ha dimostrato di saper vincere, cambiare e governare la tempesta.
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