Gourcuff e un talento spezzato dalla pressione
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Una pesante eredità, quella di Zidane , e una carriera che, con il senno di poi, è stata spezzata, o quantomeno condizionata, dalla pressione creata da quest’ultima e dalla fragilità fisica e mentale. La storia di Yoann Gourcuff è davvero molto particolare e a dir poco fatta da alti e bassi. E per questo tutta da sviscerare e da raccontare.
Le difficoltà milanesi, l’estasi di Bordeaux e il ritorno alla realtà Quando il Milan l’ha prelevato dal Rennes , squadra dove è cresciuto e dove ha persino debuttato nelle competizioni europee, era il 2006. L’Italia ha iniziato pian piano a conoscerlo, con la sua eleganza che sembrava poter fare la differenza, con i meneghini convinti a puntare su di lui dopo un Europeo Under 21 da protagonista. A quei tempi però, in rossonero, c’erano campioni del calibro di Maldini, Gattuso e Seedorf. Forse anche questo ha inciso su un Gourcuff che non è riuscito a lasciare il segno con la maglia del Diavolo. « Gourcuff? Si comportava male , arrivava in ritardo, non si metteva a disposizione e non ha nemmeno voluto imparare a parlare l’italiano. Ad un certo punto è stato isolato, anche perché sono successe cose che lui sa benissimo », ha detto Maldini, in un’intervista rilasciata a L’Equipe. Una polemica a cui ha risposto la famiglia del francese e che, vista oggi, spiega quante cose non abbiano funzionato. Eppure in molti si erano illusi di aver fatto il grande affare, ancor di più dopo le prime prove del giocatore, con l’esordio in Champions nei preliminari con la Stella Rossa e il primo gol contro l’Aek nella fase ai gironi. Si è trattato però di un’illusione, con il calciatore finito, in pochissimo tempo, ai margini del progetto. In totale, con il Milan, ha disputato 54 partite e segnato 3 reti, senza tuttavia convincere.
Inevitabile dunque lasciare Milano. Nel 2008, i meneghini lo hanno ceduto in prestito al Bordeaux di Laurent Blanc. Ed è stato qui che ha ritrovato se stesso. Il classe 1986 ha preso in mano la squadra, trascinandola alla vittoria della Ligue 1. L’11 gennaio 2009, contro il Paris Saint-Germain, Yoann ha segnato un gol di rara bellezza, ricevendo al limite dell’area, eludendo l’intervento di due difensori, accarezzando la sfera di suola ed esternizzando un tracciante di punta che ha fulminato il portiere. Ed è stato là che è nato il paragone con Zidane, con il ragazzo di Ploemeur che è stato eletto Calciatore francese dell’anno .
Sembrava davvero essere l’inizio di una bellissima storia, ma il punto di rottura è arrivato nell’estate del 2010. Il Lione l’ ha acquistato per 22 milioni di euro , una cifra astronomica per il mercato transalpino dell’epoca. Il giocatore ha però pagato il peso di aspettative asfissianti e il non essersi inserito nello spogliatoio. La ciliegina su una torta a dir poco amara, sono stati i continui infortuni e problemi muscolari. Insomma, il calciatore dominante di Bordeaux è svanito in poco tempo, facendo fatica a ritrovarsi.
Il post Lione e il presente Le successive avventure sono stati dei tentativi di ritrovare la pace e un minimo di brillantezza, indossando la maglia del Rennes , tornando al club che lo ha lanciato, e del Digione . Ma, in realtà, sono stati i titoli di coda della sua carriera. A soli 32 anni, Yoann Gourcuff ha deciso di ritirarsi e di appendere gli scarpini al chiodo. Oggi vive in Bretagna, lontano dai social, dai riflettori del mondo del calcio e dalle televisioni. Grande appassionato di tennis, che praticava da ragazzino, ha ripreso la racchetta in mano, tra l’altro ottenendo degli ottimi risultati a livello dilettantistico. Per di più, oltre a godersi la sua famiglia, è un imprenditore affermato nel settore immobiliare . Insomma, una vita nuova. Anche se per tanti sarà difficile non pensare a quel talento cristallino.
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