
La proposta per una nuova tassa digitale dell' Unione Europea potrebbe portare nelle casse di Bruxelles fino a 25,2 miliardi di euro all'anno , una cifra ben cinque volte superiore alla stima iniziale della Commissione europea.
La trattativa s'inserisce nel dibattito sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP) , il bilancio comunitario che dal 2028 dovrà finanziare le nuove priorità europee e coprire il rimborso del debito comune derivante dal Next Generation EU.
Tassa digitale UE: le differenze tra la stima del Parlamento e la Commissione La forte variazione tra i calcoli della Commissione e quelli del Parlamento - riporta Euronews - risiede nella definizione della base imponibile e nell'aliquota prevista:
Estensione dei servizi: Il Parlamento intende ampliare il prelievo oltre la semplice pubblicità online e l'intermediazione, includendo i servizi di streaming e l' elaborazione dati (cloud) .
Aumento dell'aliquota: La proposta prevede di alzare il prelievo fiscale dal 3% al 5%.
Non solo tech: il piano per gioco e criptovalute Il piano sulle nuove risorse proprie dell'Unione Europea tocca anche altri settori strategici:
Gioco online: Potrebbe garantire fino a 3,9 miliardi di euro all'anno. La proposta trova tuttavia una rigida opposizione da parte di Malta , sede di numerosi operatori internazionali del settore.
Cripto-asset e plusvalenze: Un'imposta sui guadagni da criptovalute frutterebbe circa 3 miliardi di euro. Sebbene giudicata fattibile, la misura presenta complessità tecniche dovute alla forte volatilità del mercato e ai rischi di elusione fiscale.
I negoziati sul QFP procedono a ritmo serrato: l'accordo tra gli Stati membri è fissato entro la fine dell'anno, per consentire l'entrata in vigore delle nuove entrate con l'avvio del ciclo di bilancio nel 2028 . cdn/AGIMEG
Fonte: Agimeg.it
Tutto il materiale presente in questo articolo è coperto da Copyright Agimeg.it a norma dell'art. 70 Legge 22 aprile 1941 n. 633.