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Giochi online: al Senato il testo integrale della sentenza della Corte UE su AGCOM-Google

Arriva al Senato il testo integrale della sentenza del 16 luglio 2026 della Seconda Sezione della Corte UE , scaturita da un rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato italiano nel contenzioso tra l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e Google Ireland Ltd . …

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Arriva al Senato il testo integrale della sentenza del 16 luglio 2026 della Seconda Sezione della Corte UE , scaturita da un rinvio pregiudiziale del Consiglio di Stato italiano nel contenzioso tra l’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) e Google Ireland Ltd . La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata sul contenzioso tra AGCOM e Google, segnando un punto di svolta nella regolamentazione delle piattaforme di video sharing, della monetizzazione e della promozione del gioco d'azzardo online. La sentenza fa chiarezza sull’applicazione della Direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE), stabilendo confini precisi tra la natura dell'intermediario neutrale e le responsabilità legali delle Big Tech.

Video hosting e promozione del gioco: le tutele della Direttiva UE Il primo snodo della decisione riguarda l'ambito d'applicazione della normativa europea. Nonostante la Direttiva 2000/31/CE escluda dal proprio raggio d'azione i giochi che implicano una posta in denaro, i giudici di Lussemburgo hanno chiarito che i servizi di hosting di video rientrano appieno nelle tutele del diritto dell'Unione per i servizi della società dell'informazione.

Di conseguenza, la semplice presenza di pubblicità o contenuti promozionali legati al gioco nei video caricati dagli utenti non priva la piattaforma delle garanzie generali previste per gli intermediari digitali.

Sentenza Corte UE su AGCOM-Google, responsabilità delle piattaforme: quando decade l'esenzione dell'Articolo 14 Il passaggio più significativo della sentenza definisce però i limiti dell'esenzione da responsabilità (il cosiddetto safe harbour previsto dall'Articolo 14 della Direttiva). La Corte UE ha stabilito che una piattaforma di video sharing perde la protezione e la qualifica di intermediario neutrale ( passive hosting provider ) quando assume un ruolo attivo nella gestione dei contenuti.

In particolare, il regime di responsabilità limitata cade nei casi in cui l'operatore:

Stipula accordi di partnership commerciale con i creatori di contenuti con schemi di ripartizione dei ricavi pubblicitari ( revenue sharing );

Svolge una valutazione attiva del canale , analizzando e selezionando temi, metadati, video recenti o contenuti più popolari in fase di sottoscrizione o esecuzione dell'accordo.

Con questa decisione, la giustizia europea sancisce che il controllo e la selezione editoriale sui contenuti monetizzati trasformano la piattaforma da semplice contenitore passivo a soggetto co-responsabile, esponendola alle sanzioni per eventuali violazioni delle normative nazionali sulla pubblicità del gioco.

QUI il testo integrale. cdn/AGIMEG


Fonte: Agimeg.it

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