
Si è svolto oggi a Roma , nella sede di Confcommercio in Piazza Belli, il Forum Acadi 2026 , l’appuntamento annuale dell’Associazione dei concessionari di giochi pubblici intitolato quest’anno “Impatto sociale delle regole” . Al centro dei lavori la presentazione del nuovo Bilancio di sostenibilità di comparto , i cui contenuti sono stati illustrati dal presidente di Acadi-Confcommercio , Geronimo Cardia .
“Anche quest’anno il Forum Acadi, l’Associazione dei concessionari, riunisce in Confcommercio le rappresentanze delle filiere del comparto del gioco pubblico che agiscono in ambito confederale come FIPE , FIT , EGP e SAPAR . Quest’anno c’è più di una novità.
In Acadi hanno fatto ingresso con gli associati Novomatic , Nts e Global Starnet anche Codere e Netwin . E poi anche Logico , l’associazione dei concessionari online sostanzialmente puri, parteciperà ai lavori, essendo intenzionata a fare il suo ingresso nella confederazione.
Siamo alla nuova edizione del Bilancio di sostenibilità. Un documento unico nel suo genere perché riferito non ad un’azienda singola ma ad un intero comparto . Perché relativo a prodotti di Stato di impatto anzitutto sulla salute degli utenti ed anche sulla legalità, sul gettito e sull’occupazione del Paese.
È un documento che propone la misurazione dei dati dal 2018 , anche relativi all’impatto ESG con i criteri internazionali GRI . Che mette sul tavolo la memoria degli effettivi ruoli, responsabilità e prospettive dei diversi sottocomparti che compongono l’intera offerta di gioco. E che consente, per la doppia materialità , una valutazione di impatto del sistema normativo vigente sulle quattro leve di impatto del comparto, a cui quest’anno intestiamo il Forum.
Dalla lettura del documento, che tra l’altro segue un severo percorso per giungere all’ asseverazione , emergono la natura strategica del settore per il Paese ( 28,03 miliardi di valore aggiunto complessivo, 1,24% del Pil , 11,5 miliardi di gettito erariale specifico, 145 mila lavoratori , migliaia di aziende) come la fitta rete di adempimenti di compliance in cui è impegnato. Questi sono i punti fermi della reputazione del settore.
Il raffronto dei dati dal 2018 al 2025 consente poi di percepire l’andamento delle principali direttrici del settore (con la spesa degli utenti aumentata da 18,9 a 21,7 miliardi e le entrate erariali da 10,7 a 11,5 miliardi ) così come alcune rilevanti controtendenze, non sempre colte dall’opinione pubblica, come il calo della spesa degli utenti per gli apparecchi AWP e VLT (da 10,3 a 7,8 miliardi ) ed il relativo calo di apporto in termini di gettito per il relativo prelievo (da 6,2 a 5,0 miliardi ).
Ma se si guarda al 2024 , il dato più rilevante è che ancora una volta a livello di comparto il gettito erariale complessivo è diminuito mentre la spesa complessiva degli utenti è aumentata. La tendenza si sta consolidando: meno tasse e meno salute e i dati del 2026 lo confermano.
Questo significa che è vero l’allarme lanciato negli anni dalle associazioni del territorio secondo cui non può essere ulteriormente trascurata la componente del territorio ed in particolare la rete generalista degli apparecchi che è quella che assicura la maggior parte del gettito erariale complessivo (degli 11,5 miliardi di gettito complessivo, il territorio ne apporta 9,5 ed in particolare gli apparecchi ne apportano 5,3 con la tassa sulle vincite).
Quest’anno il Forum è dedicato all’impatto sociale delle regole. Tra queste figura la questione territoriale . Ma non solo, perché si pone un tema di parametri normativi dei prodotti e dei canali non riequilibrati, di POS che non possono essere usati sugli apparecchi ed in particolare sulle VLT e di mancanza di innovazione di prodotto determinata dalla paralisi normativa della questione territoriale che impedisce ancora di fare le gare .
L’analisi arriva con un peso politico diverso: il termine per il riordino del gioco fisico e per il riequilibrio dei parametri è spirato senza che la riforma sia stata approvata, mentre la verticale degli apparecchi perde il 5-10% all’anno , trascinando verso il basso i numeri degli interessi pubblici dell’intero settore.
Il Bilancio si muove nel solco della doppia materialità: non misura soltanto come il comparto incide sulla società, ma anche come le regole vigenti incidono sul comparto e, di riflesso, sui quattro pilastri del suo impatto sociale: tutela dell’utente, presidio di legalità, gettito erariale, occupazione. Il verdetto è netto: le norme territoriali su distanze e orari e non solo, così restrittive da impedire perfino le gare per le concessioni scadute, non proteggono l’utente come promettono e fanno perdere legalità, entrate e posti di lavoro .
I numeri presentati dal bilancio parlano chiaro. Essi si riflettono nella parte del Bilancio di sostenibilità di comparto dedicata alle quattro leve di impatto del comparto che sono tutela dell’utente, presidio di legalità, emersione del gettito erariale e sviluppo dell’occupazione. I numeri suggeriscono al lettore alcuni interrogativi rilevanti.
Sulla responsabilità: la tutela dell’utente. È il dato che più contraddice la narrazione restrittiva delle norme che sono nate per tutelare la salute. Dal 2018 tempo (misurabile con la raccolta) e spesa degli utenti sugli apparecchi e sui prodotti del territorio calano in modo costante, ma crescono per il comparto nel suo insieme: la raccolta complessiva passa da 106,8 a 165,4 miliardi , quella degli apparecchi scende da 48,7 a 31,5 . La domanda, in altre parole, non sparisce: migra da un prodotto all’altro, da un canale all’altro, quando non finisce nell’illegalità .
Il Bilancio evidenzia l’inefficacia delle misure attuali per tutelare la salute, valorizza quindi l’introduzione dei prodotti ‘safe’ e chiede che, mancato il riordino, si proceda subito a sperimentarli con parametri riequilibrati rispetto alle altre offerte.
Se la spesa complessiva cresce mentre quella sugli apparecchi cala, distanze e orari stanno davvero proteggendo il giocatore, o si limitano a spostarlo? Le restrizioni introdotte negli anni non hanno prodotto i risultati attesi sul piano della tutela della salute: si è pronti a riconoscerlo pubblicamente? Chi deve autorizzare, e con quali tempi, la sperimentazione di apparecchi ‘safe’ in assenza della legge di riordino?
Legalità: il presidio dei territori. Dal 2018 i Comuni raggiunti dall’offerta pubblica sono diminuiti: 527 in meno per la rete generalista, 135 per quella specializzata. Il 2025 non inverte la tendenza. È come se lo Stato facesse retromarcia nel presidio di legalità , lasciando spazio all’offerta illegale.
Il documento parla quindi di misure ‘espulsive’ da superare: perché applicate senza una visione d’insieme e perché, tra gli altri effetti collaterali negativi, esse impediscono allo Stato di bandire le gare per le nuove concessioni. Ed infatti nessuno parteciperebbe ad una gara sapendo a monte di non poter mettere a terra i punti acquisiti.
Quanto costa, in termini di sicurezza pubblica, ogni Comune che esce dalla mappa dell’offerta legale? Esistono dati sull’offerta illegale che ne prende il posto? È ancora sostenibile che le regole locali rendano di fatto impossibili le gare per concessioni scadute da anni? È giunto il momento che le Autorità di riferimento superino distanze e orari anche davanti ai giudici, per tutelare l’utente e rimuovere gli ostacoli alle gare? Perché non seguire la via giudiziale se quella politica per l’ennesima volta si è fermata prima del traguardo?
Fiscalità: il contributo da emersione. A prima vista il gettito regge: +0,8 miliardi rispetto al 2018. Ma è una stabilità apparente. Il territorio perde 0,9 miliardi , gli apparecchi (AWP e VLT) 1,2 , e dal 2024 il calo trascina in negativo anche il gettito complessivo ( -0,1 miliardi ).
Sul banco degli imputati non solo distanze e orari, ma anche scelte nazionali: il divieto dei POS sulle VLT , la questione dei PVR , gli aumenti di tassazione e lo squilibrio dei parametri di pay out tra prodotti.
Il legislatore è consapevole che la penalizzazione illegittima della leva fiscale sugli apparecchi sta erodendo la base imponibile invece di ampliarla? Ci sono garanzie che non arrivino nuovi aggravi sui prodotti del territorio, in particolare sugli apparecchi? C’è la consapevolezza che le proroghe delle concessioni non potranno essere onerose? Non è possibile far pagare le conseguenze di norme proibitive che impediscono di fare gare agli stessi operatori che le subiscono.
Quali interventi concreti possono anticipare gli effetti di riequilibrio di una riforma del territorio attesa da troppo tempo? Sul tavolo ci sono misure ponte e sperimentazione di prodotti nuovi. È pronta una sperimentazione immediata di apparecchi che ne dimostri l’efficacia su salute e gettito?
Occupazione: il contributo occupazionale. Quasi tutto il lavoro del comparto nasce dal territorio ( 135.000 addetti su 145.000 ), e metà dalla filiera degli apparecchi ( 70.000 ). Il comparto perde 5.000 addetti in un solo anno; la filiera degli apparecchi ne ha persi 9.500 dal 2018 .
È occupazione qualificata, formata anche per sensibilizzare l’utente ad un utilizzo consapevole del gioco e per contribuire a prevenire le condotte problematiche: disperderla significa perdere proprio il presidio di prevenzione che le norme dichiarano di voler rafforzare.
Quale tutela per i lavoratori delle reti del territorio, se le proroghe delle concessioni diventano eccessivamente onerose, come insegna il contenzioso sul bingo ? La formazione degli operatori può diventare un requisito valorizzato nelle future gare, anziché un costo? Chi vigila sui processi di concentrazione del mercato, e quando partirà la Consulta permanente che dia voce anche alle associazioni?
E quindi che fare? L’anno passato avevamo lanciato l’allarme di monitorare la permanenza della reale volontà politica di procedere con il riordino che poi non è stato formalizzato ed avevamo già sottolineato la necessità delle misure ponte, di riequilibrio per gli apparecchi di PREU e payout .
Oggi che sono spirati i termini per il riordino, le misure ponte sono vitali per recuperare i numeri delle quattro leve, per gli interessi pubblici che le riguardano. E ciò ancor prima che per gli operatori, pure impattati in modo rilevante, che, lo ricordiamo, sono per lo più piccole e medie imprese italiane dei territori. Occorrono le sperimentazioni sugli apparecchi AWP e VLT del futuro che consentano di dimostrare empiricamente gli effetti sugli interessi pubblici richiamati.
Non può non monitorarsi con attenzione che le proroghe non siano onerose, perché la loro natura è tecnica, essendo provocate dal sistema normativo espulsivo non riequilibrato. Non può farsi pagare il costo della proroga a chi la proroga subisce. Gli operatori non possono essere ulteriormente penalizzati dalla paralisi normativa. Allo stesso tempo va monitorato che di qui a fine anno non si pongano ipotesi di aumento di tassazione per gli apparecchi così come per il territorio e per il comparto.
Ed infine, occorrerà comprendere gli effetti dei processi di concentrazione così come la formazione e l’avvio dei lavori della Consulta permanente con la partecipazione delle associazioni ai relativi lavori (Acadi ha chiesto di farne parte con sostanzialmente tutte le associazioni confederate presenti oggi), affinché il decreto legislativo che l’ha prevista non resti lettera morta. La necessità e l’urgenza di queste misure sono sotto gli occhi dell’opinione pubblica, delle istituzioni e della politica” . fp/AGIMEG
Fonte: Agimeg.it
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