
La V Commissione Bilancio della Camera ha esaminato il provvedimento riguardante il riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari , che è stato approvato da Montecitorio. Le proposte emendative Tra gli emendamenti presentati al testo in Commissione, il provvedimento Furfaro 14.4 prevede il riconoscimento di un contributo di natura economica in favore del caregiver familiare avente i requisiti di elevato carico assistenziale documentato nell’ambito del PAI e del progetto di vita e con un ISEE non superiore a 30.000 euro, quantificando i relativi oneri in 940 milioni di euro annui e provvedendo alla copertura finanziaria degli stessi mediante le risorse derivanti dall’incremento dal 24 per cento al 26 per cento a decorrere dal 1° luglio 2026 della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931. "Ritengo necessario acquisire l’avviso del Governo in merito alla congruità della quantificazione degli oneri indicati dalla proposta emendativa in esame nonché alla idoneità, sul piano quantitativo, della modalità di copertura finanziaria individuata a determinare un maggior gettito per un importo almeno equivalente al fabbisogno richiesto dalla medesima proposta emendativa", ha sottolineato in Commissione Vanessa Cattoi (Lega).
Gli identici emendamenti Furfaro 16.2 e Marianna Ricciardi 16.1000 prevedono che, a decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento, sia istituito nello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali un Fondo con una dotazione di 940 milioni di euro annui e provvedono alla copertura dei relativi oneri mediante le risorse derivanti dall’incremento dal 24 per cento al 26 per cento, a decorrere dal 1° luglio 2026, della misura del prelievo erariale unico sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lettera a), del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto n. 773 del 1931. "Al riguardo, appare necessario acquisire l’avviso del Governo in merito alla idoneità, sul piano quantitativo, della suddetta modalità di copertura finanziaria ad assicurare un maggior gettito per un importo almeno equivalente al fabbisogno richiesto dalla proposta emendativa", ha aggiunto Cattoi.
Le proposte emendative in quanto suscettibili di determinare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica privi di idonea quantificazione e copertura sono state respinte. Giochi e fisco, la sottosegretaria Albano: "Aumento tasse su AWP rischia di ridurre le entrate" La sottosegretaria Lucia Albano (MEF) ha osservato in particolare, "che con specifico riferimento all’emendamento Furfaro 14.4 nonché agli identici emendamenti Furfaro 16.2 e Marianna Ricciardi 16.1000 l’inidoneità della copertura finanziaria deriva dal fatto che nel comparto dei giochi pubblici, con particolare riferimento ai richiamati apparecchi da intrattenimento AWP, già oggetto in passato di reiterati incrementi fiscali, un ulteriore inasprimento dell’aliquota rischia di determinare una contrazione dei volumi di gioco – raccolta – tale da annullare l’incremento di gettito atteso, generando una riduzione complessiva delle entrate erariali". cdn/AGIMEG
Fonte: Agimeg.it
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