Dall’ombra ai riflettori: come Sucic si sta prendendo l’Inter
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A volte, nel calcio, basta una settimana per ribaltare un destino. Lo sa fin troppo bene Petar Sucic, passato in pochi giorni dal centro delle polemiche da sosta Nazionali al centro del villaggio nerazzurro. La risposta sul campo contro il Parma non è stata un semplice segnale, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: questo centrocampo può davvero essere suo.
Una prestazione da MVP e una scena da prendersi Il riscatto si è materializzata al minuto 13 di Inter-Parma. Un recupero alto, quasi rabbioso, uno sguardo alla porta avversaria e un sinistro fulmineo sotto la traversa che ha fatto esplodere San Siro e che ha zittito tutte le critiche. Oltre al gol che ha sbloccato il match (poi finito 3-0), la prestazione del classe 2003 croato è stata un manifesto di completezza: quantità in fase di non possesso, pulizia nella transizione, qualità e personalità. Insomma, è stato senza alcun dubbio lui il migliore in campo. Eppure, solo pochi giorni prima, il clima attorno a lui era decisamente e totalmente diverso. Tante parole sul suo poco utilizzo, speculazioni di mercato e ipotesi di un addio. A spegnere tutto è stato il diretto interessato ai microfoni di DAZN: «Non ho mai detto di voler andare via, sono felicissimo all’Inter e voglio vincere qui ». Una smentita categorica che può davvero fare di questo gol, e di questa partita nel suo complesso, la vera svolta.
E addirittura ora si parla di rinnovo , perché, in fondo, la dirigenza dell’Inter ha sempre considerato Sucic come un patrimonio tecnico ed economico assoluto. Una trattativa che sarebbe già iniziata dietro le quinte e che ovviamente partirebbe da un sostanzioso adeguamento economico. Sicuramente allontanare le sirene delle big europee è importante, ma bisogna concentrarsi sul presente. Con la sfida europea contro il Bruges alle porte, Cristian Chivu si gode l’abbondanza in mezzo al campo, ma deve fare i conti con una nuova realtà. Il 22enne non è più solo un’alternativa di qualità, ma una candidatura forte per una maglia da titolare anche nelle notti più importanti d’Europa. La sensazione è che l’Inter abbia trovato il motore perfetto per il proprio centrocampo del presente e del futuro. Ma ora serve la conferma.
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