Dall’esonero al 4-2 di Venezia: la sceneggiatura perfetta di Vanoli
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Ci sono vittorie che sistemano la classifica e vittorie che sembrano scritte dagli sceneggiatori di una serie TV di successo. Il 4-2 con cui la Fiorentina ha espugnato Venezia appartiene senza dubbio a entrambe le categorie. È un verdetto sul campo, certo, ma è soprattutto il finale perfetto di una sorta di vero e proprio thriller psicologico, in cui la dirigenza viola è come rimasta intrappolata nella sua stessa trama. Ma il finale ha comunque non pochi sapori.
Vanoli torna da eroe Fino a novanta giorni fa, Paolo Vanoli interpretava il ruolo dell’eroe un po’ malinconico e anacronistico, liquidato dopo i titoli di coda della scorsa stagione e dopo una salvezza, tra l’altro, tutt’altro che scontata. Un tecnico considerato forse troppo pragmatico per una società che voleva aveva un profilo dal gusto un po’ più chic ed estetico. Il casting estivo aveva così premiato Fabio Grosso , il volto nuovo su cui edificare il futuro viola. Ma nel calcio, come nelle serie TV più spietate, se i primi episodi non funzionano, tutto si cancella senza pietà. Il fallimento della gestione dell’ex Sassuolo ha costretto a fare un passo indietro. Il ritorno di Vanoli ha rappresentato il più classico dei plot twist. Chiunque sarebbe tornato con l’orgoglio ferito, ma lui si è invece invece ripreso la scena con la freddezza di un regista che sa il fatto suo, senza sentire alcuna pressione. Il capolavoro narrativo ha avuto il suo epilogo, o forse la sua prima puntata, contro quel Venezia che l’allenatore di Varese aveva plasmato e portato nel massimo campionato.
La Fiorentina ha finalmente brillato , spazzando via le tossine i dubbi tattici accumulati in estate. I quattro gol segnati non sono stati un semplice exploit estemporaneo, ma la dimostrazione che il gruppo cercava e aveva bisogno una guida identitaria. L’abbraccio finale ha parlato più di ogni altra cosa e ha sancito la fine di un equivoco durato tre mesi. La dirigenza viola si trova ora davanti a un paradosso tipico delle serie tv più in voga: per salvare la stagione ha dovuto fare marcia indietro, rimangiarsi la propria sceneggiatura e ammettere che il finale perfetto era già stato scritto a giugno. Resta da capire se questo 4-2 sia stato solo il frutto di una reazione emotiva o l’inizio di una lunga saga vincente. L’unica certezza, a oggi, è che a Venezia, la squadra gigliata ha ritrovato se stessa, ma per farlo ha dovuto rimettere il destino nelle mani dell’uomo che aveva ritenuto non all’altezza e, in un certo senso, ripudiato. E di pagine, anzi di scene, da scrivere probabilmente ce ne sono ancora tantissime.
Dall’esonero al 4-2 di Venezia: la sceneggiatura perfetta di Vanoli
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