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Alessandro Bastoni e il copione perfetto della rinascita azzurra

Alessandro Bastoni e il copione perfetto della rinascita azzurra SportCafe24.com Molte spesso si discute sul fatto che le dinamiche del calcio moderno sembrano davvero assomigliare sempre di più alle produzioni seriali delle piattaforme di streaming, che ormai si sono letteral…

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Alessandro Bastoni e il copione perfetto della rinascita azzurra

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Molte spesso si discute sul fatto che le dinamiche del calcio moderno sembrano davvero assomigliare sempre di più alle produzioni seriali delle piattaforme di streaming, che ormai si sono letteralmente prese la scena del mondo dell’intrattenimento. Infatti, ci sono i picchi di ascolto, i cambi di trama improvvisi, i momenti bui e i colpi di scena che tengono con il fiato sospeso. Sotto questo aspetto, l’ultimo anno di Alessandro Bastoni con la maglia della Nazionale, e non solo, ha tutte le caratteristiche di una vera e propria sceneggiatura scritta a tavolino. Forse anche perché si sono uniti vari elementi: crisi tecnica, critiche pesanti, complicazioni extra-campo e immediata ripartenza e riscatto.

Dall’incubo di Zenica al grande ritorno La prima puntata si è svolta nel febbraio 2026. All’indomani di un accesissimo derby d’Italia finito ai raggi X della moviola, il difensore dell’Inter finisce al centro di una violenta ondata di reazioni web. Le scuse pubbliche per l’episodio di campo, ossia l’esultanza all’espulsione di Kalulu dopo un leggerissimo contatto , non sono bastate a placare il tutto. A peggiorare la situazione, poche settimane dopo, è stato quanto accaduto in quel di Zenica, dove, per l’Italia, si è consumato il dramma sportivo della terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali. L’espulsione diretta rimediata dal centrale al 41′ del primo tempo della sfida contro la Bosnia è diventato il fotogramma simbolo dell’eliminazione azzurra. E non è stato tutto, perché, in seguito, ci sono state vicende extra-campo. Nonostante il ridimensionamento dell’impianto accusatorio,  l’impatto mediatico è stato immediato e duro da digerire. Ma, come nei migliori plot twist e nelle più belle serie tv, la svolta è arriva con la ripresa delle competizioni ufficiali e l’inizio della nuova stagione. Roberto Mancini ha deciso di puntare ancora sul centrale interista, mettendolo al centro del suo nuovo progetto tecnico. E la risposta è arrivata direttamente dai tabellini. In Italia-Turchia, il buon Alessandro è tornato titolare e soprattutto ha firmato la rete che ha sbloccato il risultato, nonché la prima del nuovo corso della Nazionale. E si è ripetuto qualche giorno dopo allo Stade de France. Il 27enne ha recuperato palla nella propria trequarti, si è inserito centralmente e ha siglato il gol del pareggio definitivo contro la Francia.

Due reti consecutive per un difensore centrale non sono roba da poco, ma soprattutto, in questo caso, sono state utili per resettare i mesi precedenti e ripartire. « Non lascio che siano uno o due episodi a rovinare la mia carriera », ha commentato freddamente nel post-partita di Parigi ai microfoni di Rai Sport. Alla fine, più che una stagione da dimenticare, quella di Bastoni sembra essere una storia ancora in pieno svolgimento. Dalla notte di Zenica fino alla risposta arrivata sul campo nei primi appuntamenti autunnali, il filo conduttore è stato uno soltanto: la capacità di trasformare ogni caduta in un nuovo punto di partenza.

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